Consiglio regionale

La sede del Consiglio regionale apre le porte all'arte, ospitando esposizioni temporanee visitabili anche dai cittadini presso gli spazi attigui all'aula consiliare.

Oltre alle tradizionali mostre pittoriche, recentemente si sono aggiunte le esposizioni di artigianato artistico e le rassegne fotografiche riguardanti temi d'interesse generale.

Di seguito sono segnalate le mostre allestite dal 2016.


 

01 agosto 2019

"Intento in cose de prospectiva" di Stefano JUS

Palazzo del Consiglio regionale, dal 25 luglio al 20 settembre 2019 

Disegni e parole su alcuni aspetti di Giovanni Antonio 'de Sacchis, detto "Il Pordenone" (1483 – 1539).

È un omaggio prezioso quello che Stefano Jus fa al "Genius loci" del territorio friulano, matrice feconda di genialità artistiche, portando negli spazi espositivi del Consiglio regionale il frutto del suo originale approccio all'opera di alcuni protagonisti dell'arte che in questa terra sono nati e si sono formati, anche se il successo e la loro fama si sono alimentati e sono stati celebrati anche in altri contesti spesso geograficamente lontani.
Un omaggio che ha in sé anche una forza divulgativa e che è singolare perché a mettersi in gioco artisticamente è lo stesso Jus, figlio d'arte nel vero senso della parola, che al padre Duilio deve il suo imprinting, allargato poi alla progettazione e al design, ai grandi dipinti murali, alla pittura, al mosaico, alle imponenti sculture lignee, alla produzione di giocattoli e agli oggetti d'arredo, fino all'esperienza dell'insegnamento.
C'è tutto questo humus nel lavoro di cui porta testimonianza nella mostra ospitata in questa sede istituzionale che è prestigiosa proprio perché oltre a essere il luogo in cui prendono forma le leggi che guidano la convivenza civile in questa regione è anche, simbolicamente, la Casa della Comunità regionale.

Questo lavoro di Stefano Jus mette insieme disegni e parole sull'anamorfismo di Giovanni Antonio de Sacchis detto "il Pordenone" e l'espressione contemporanea del designer Arieto Bertoia, originario di San Lorenzo di Pordenone, vissuto negli Stati Uniti d'America nella metà del secolo scorso.
Il più grande pittore friulano rinascimentale, formatosi alla lezione di Mantegna, Michelangelo, Raffaello, e del quale quest'anno ricorre il 480° anniversario della morte, avvenuta a Ferrara, e il padre della famosa Diamond, la sedia divenuta un'icona del nostro tempo, anche lui originario di queste terre a destra del Tagliamento, nato nella casa-stalla di San Lorenzo nel 1915: il primo con le committenze a Roma, a Genova, in Umbria e in Lombardia, a Venezia e a Ferrara; il secondo emigrato negli Usa dove ha percorso diversi ambiti artistici come scultore, grafico, creatore di gioielli, musicista oltre che designer.

Alla base di questo interessante confronto c'è l'indagine che Jus ha condotto sull'opera del Pordenone ampiamente indagata nei suoi molteplici aspetti, secondo una metodologia applicabile a ogni artista utilizzando la formula funzionale del dialogo ipotetico tra un maestro e un allievo, ovvero un giovane apprendista di bottega che interroga, come ognuno di noi forse vorrebbe fare, il suo caposcuola per capire, sapere, scoprire il segreto è il senso di una ispirazione e della sua realizzazione. La ricerca ha portato Jus a analizzare ovunque le opere del Pordenone traducendone i risultati in un libro edito qualche anno fa, e ad adottare il medesimo approccio all'opera di Bertoia, cercando fuori del tempo i punti di contatto tra i due diversissimi artisti, e scoprendoli nel comune denominatore territoriale.

Una chiave di lettura emersa a posteriori, ci avverte Jus, alla fine di un percorso compiuto senza una tesi preconcetta da dimostrare, bensì come risposta alla ricerca di qualcosa di leggibile solo alla fine.
Jus ci promette ora altre ricerche ed altri confronti che certamente aiuteranno a meglio comprendere le dinamiche che il contesto ambientale può alimentare e l'intrinseco legame emotivo del genio creativo con la sua terra.
Sappiamo bene che il Friuli Venezia Giulia è terra di feconda creatività, che annovera aree che paiono abitate da enclave artistiche con ricca discendenza. Quella che Jus prende in considerazione, per ora è quella vasta porzione del territorio che si estende nella pianura friulana, e qui ce ne dà testimonianza con alcune delle opere nate dal suo "viaggio" alla ricerca delle radici del genio dei due artisti, ma siamo certi che il suo cammimo é solo all'inizio e l'augurio, dunque, é che questo viaggio di conoscenza porti altri frutti da condividere con tutta la Comunità.

Dalla presentazione del Presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin.

Il Presidente ha inaugurato la mostra giovedì 25 luglio alle ore 13.30 al termine della seduta antimeridiana al secondo piano del Palazzo

Catalogo in mostra. 

 

 
01 agosto 2019

“Il Hanbok e altre storie” di Sun Hee Moon

Palazzo del Consiglio regionale, dal 23 luglio al 27 settembre 2019 

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha aperto volentieri i suoi spazi espositivi alle opere e all’arte di Sun Hee Moon che negli ultimi tre lustri ha costruito un cospicuo repertorio di mostre personali e collettive allestite in Italia e all’estero, ed è tornata più volte nella nostra regione partecipando a diversi eventi, a Trieste, Gorizia, Udine.

Con l’esposizione in questa sede istituzionale, prestigiosa anche per il suo valore simbolico di Casa della Comunità regionale, Sun Hee Moon rinsalda con questa terra a nord est un legame che ha preso il via proprio da Gorizia, città dall’impronta mitteleuropea e transnazionale. Una cifra familiare anche al capoluogo regionale e in sintonia con la vita dell’artista, che alle origini coreane ha sommato prima una lunga permanenza in Brasile dove è avvenuta la sua formazione professionale e artistica, per poi trasferirsi in Italia dove ha formato la sua famiglia, continuando a percorrere le strade della ricerca, dell’approfondimento e del confronto in campo artistico.

Un itinerario geografico culturale e umano la cui ricchezza e complessità affiora nei suoi quadri, nei ritratti, nelle ambientazioni delle scene rappresentate, nei dettagli narrativi, a volte espliciti, a volte appena nascosti per catturare gradualmente l’attenzione e portare l’osservatore dentro il suo mondo.

Nei suoi quadri ci sono molte tracce delle espressioni e delle correnti che hanno segnato il cammino dell’arte, assorbite e metabolizzate in modo molto personale; e così pure ci sono molte allusioni e suggestioni in questi oli su tela e nei disegni su carta, fiaba e visioni oniriche che sanno di antico e di primitivo, gioco, ironia, denuncia: con una natura sempre presente, nell’intrico degli alberi che fanno da sfondo, nella ombrosa presenza di un gatto in grembo, o negli animali disseminati nel racconto che ogni tela racchiude. I ritratti, le figure e le situazioni rappresentate invitano a una riflessione anche interiore, e a questo invito aderiamo con piacere lasciandoci catturare dalle atmosfere metafisiche e dai dettagli, sintonizzandoci tanto su un mondo antico quanto futuribile, come la stessa Sun Hee Moon che si ritrae di profilo, in un’eleganza d’altri tempi chiusa nel ricamo di un delicato colletto e connessa al mondo con un auricolare.

L’arte ci conduce attraverso il tempo e la vita e comunque ci interroga. Di questa funzione dobbiamo essere riconoscenti agli artisti ed è anche per questo che questi spazi istituzionali sono aperti ai loro contributi, per offrire da questa sede deputata a costruire le leggi della convivenza civile anche una vetrina dei fermenti culturali che animano la nostra comunità.

Dalla presentazione del Presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin. 

Catalogo in mostra. 

La mostra è stata inaugurata nella pausa dei lavori d'Aula del 23 luglio 2019, alle ore 13.30 

www.sunheemoonart.com/biography

 
29 luglio 2019

ENZIAN – Una storia alpina europea

Palazzo del Consiglio regionale, dal 26 giugno al 26 luglio 2019

La mostra, intitolata 'Enzian', è dedicata al poeta tedesco Rudolf Baumbach (1840–1905).

Essa ci racconta di un poeta tedesco a lungo operante a Trieste e di un giornale finalizzato a costruire il primo rifugio alpino dell’Alpe Adria, con un’efficace operazione di crowfunding.

Ma racconta anche di una compagnia di amici che dà vita al primo sodalizio alpinistico di queste terre, gente amante del Carso e delle montagne, come del vino schietto e della buona tavola, capace di stare assieme e ridere, al di là delle differenze di lingua e status.

Racconta cioè di un modo di realizzare la vocazione che la geografia assegna all’Alpe Adria: l’essere crocevia e tramite tra i popoli.

Rudolf Baumbach, artista bohémien e botanico per vocazione, istitutore per necessità, visse per una quindicina d’anni a Trieste, con un percorso per certi versi apparentabile a quello di James Joyce. Fu il periodo più felice e fecondo della sua vita, nel quale scrisse un gran numero di liriche, cantò le bellezze di questo territorio, e concepì il grandioso affresco di Zlatorog, poema alpino che ebbe grande eco.

Contribuì inoltre in modo decisivo alla realizzazione di un rifugio sullo Snežnik-Nevoso-Schneeberg, nell’Istria interna, attraverso un settimanale di cronaca sezionale umoristica, redatto in copia unica, e consultabile dietro pagamento di un piccolo obolo.

Anche quando l’editore Liebeskind di Lipsia trasformò Enzian in tre sillogi stampate, Baumbach, che pure era tutt’altro che facoltoso (come ricordano le sue stesse poesie), devolse i primi proventi all’associazione.  

Dalla Presentazione del Presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin

La mostra, promossa congiuntamente dalle cinque Associazioni alpine di Trieste e per la prima volta esposta in Friuli Venezia Giulia, é stata inaugurata dal Presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, mercoledì 26 giugno, alle 13.30, al termine della seduta antimeridiana del Consiglio regionale, negli spazi espositivi antistanti l'Aula consiliare.

I disegni contenuti in Enzian sono resi disponibili dai musei di Meiningen.

Catalogo in mostra.

Ingresso libero.

 
ultimo aggiornamento: martedì 19 luglio 2016