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Iniziativa di legge popolare

L'iniziativa legislativa popolare prevede la presentazione di un progetto di legge regionale, da sottoporre al Consiglio regionale, direttamente da parte degli elettori della Regione.

E' prevista dall'art. 27 dello Statuto della Regione ed è regolata dalla legge regionale 7 marzo 2003, n. 5 (modificata dalla LR 14/2014) che, agli articoli 22 e 24, disciplina le modalità di presentazione e lo svolgimento dell'iniziativa di legge popolare.

Normativa

Statuto regionale
Legge regionale 7 marzo 2003 n. 5 (modificata dalla LR 14/2014)
Regolamento interno del Consiglio regionale


Modulistica

Il fac-simile per la presentazione di una proposta di legge d'iniziativa popolare è reso qui disponibile con la precisazione che esso va sottoposto a revisione in occasione di ogni proposta di legge (prima della raccolta delle firme), al fine di un costante aggiornamento alla normativa.

Domande Frequenti (FAQ)

 

  1. Chi puo' presentare le proposte di legge d'iniziativa popolare?
  2. Come deve essere formulata la proposta di iniziativa legislativa popolare?
  3. Come avviene la sua presentazione?
  4. Chi verifica la regolarita' della richiesta?
  5. Chi assiste alle operazioni di verifica?
  6. Cosa succede se una proposta non viene esaminata entro il termine della legislatura?

 

1. Chi puo' presentare le proposte di legge d'iniziativa popolare?

La proposta di iniziativa popolare deve essere presentata da almeno 15.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di Comuni della Regione (art. 22, comma 1, L.R. 5/2003).

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2. Come deve essere formulata la proposta di iniziativa legislativa popolare?

La proposta di iniziativa popolare deve contenere il progetto redatto in articoli, corredato di una relazione che ne illustri le finalità e le norme, riportante in calce le firme degli elettori autenticate e i certificati elettorali (art. 24, commi 1 e 2, L.R. 5/2003).

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3. Come avviene la sua presentazione?

La proposta di iniziativa popolare deve essere presentata al Presidente del Consiglio regionale, corredata delle firme degli elettori proponenti autenticate (art. 22, comma 1, L.R. 5/2003).

I fogli recanti le firme devono riprodurre a stampa il testo del progetto di legge e devono riportare i nomi dei promotori dell'iniziativa popolare, in numero non superiore a dieci. Devono inoltre essere vidimati secondo il disposto dell'articolo 8, comma 3, della legge regionale 5/2003, ovvero devono essere presentati a cura dei promotori alla Segreteria generale del Consiglio regionale, che ne cura la vidimazione e li restituisce entro quarantotto ore dalla presentazione (articoli 22 e 24 L.R. 5/2003).

Si applicano per ciò che riguarda le firme dei proponenti, la loro autenticazione e i certificati da allegare alla proposta, le disposizioni di cui all'articolo 9 della legge regionale 5/2003, che sono dettagliatamente illustrate nella parte dedicata al referendum (art. 24, comma 1, L.R. 5/2003).

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4. Chi verifica la regolarita' della richiesta?

La verifica e il computo delle firme dei richiedenti spetta alla Presidenza del Consiglio regionale, che accerta anche la regolarità della richiesta stessa. (art. 22, comma 2, L.R. 5/2003).

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5. Chi assiste alle operazioni di verifica?

Alle operazioni di verifica possono assistere i promotori dell'iniziativa popolare, i cui nomi, in numero non superiore a dieci, devono essere indicati sui fogli utilizzati per la raccolta delle firme (art. 22 L.R. 5/2003).

Inoltre, può assistere ciascun consigliere regionale (art. 22 L.R. 5/2003).

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6. Cosa succede se una proposta non viene esaminata entro il termine della legislatura?

Il Regolamento interno del Consiglio regionale (art. 125) stabilisce che una proposta di legge di iniziativa popolare, qualora il suo esame non sia stato completato nel corso della legislatura in cui è stata presentata, non decade e viene trasferita per l'esame nella legislatura successiva.

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