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Partecipazione ai processi normativi dell'Unione europea

Partecipazione ai processi normativi dell'Unione europea Il Trattato di Lisbona e la conseguente legge 234 del 2012 "Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea" ha valorizzato il ruolo dei parlamenti nazionali e regionali nel processo decisionale europeo, in particolare per quanto riguarda il controllo del rispetto del principio di sussidiarietà nelle proposte legislative europee.


 

Principio di sussidiarietà nella fase ascendente di formazione del diritto europeo

Tale principio, introdotto nell'articolo 5 del Trattato CE dal Trattato di Maastricht, stabilisce che "nei settori che non sono di sua competenza esclusiva la Comunità interviene, (...), soltanto se e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario" e impone alle Istituzioni dell'Unione europea di motivare e dimostrare caso per caso che un obiettivo non può essere raggiunto in misura sufficiente a livello nazionale o regionale.

In particolare, i parlamenti nazionali posso formulare pareri motivati di non conformità e, a seconda del quorum raggiunto:

  • imporre alla Commissione di riesaminare la proposta e di motivarne l'eventuale conferma;
  • costringere il Consiglio e il Parlamento della UE ad un voto espresso sulla "pregiudiziale di sussidiarietà" sollevata dai Parlamenti nazionali.

Nell'esprimere i loro pareri motivati, ciascun Parlamento nazionale o ciascuna Camera può consultare all'occorrenza i Parlamenti regionali dotati di poteri legislativi.

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Relazioni con i parlamenti regionali e Rapporti con il Parlamento

Per facilitare le relazioni fra Parlamenti regionali, sia a livello nazionale che europeo, sono stati istituiti organismi di coordinamento, rispettivamente nell'ambito della Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative delle regioni e province autonome e del CALRE. Inoltre è stata da qualche anno istituita, presso il Comitato delle Regioni, una rete della sussidiarietà tra tutte le istituzioni regionali e locali.

La legge 234/2012 prevede, a carico del Governo nazionale, l'obbligo di una tempestiva e qualificata informazione sui progetti degli atti normativi e di indirizzo europei, diretta non solo agli Esecutivi, ma anche alle Assemblee legislative regionali, sia ai fini della formazione della posizione italiana sui progetti stessi (art. 24), sia ai fini della verifica parlamentare del principio di sussidiarietà (art. 25), in attuazione delle prerogative riconosciute dal trattato di Lisbona e dai protocolli ad esso allegati ai parlamenti nazionali e regionali.

Le Assemblee regionali, come anche il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, ricevono dal Governo nazionale periodiche informazioni sui progetti di atti legislativi europei, anche tramite l'invio di relazioni che forniscono, tra l'altro, elementi di valutazione sulla conformità ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

Acquisite le informazioni, le Assemblee possono far pervenire alle Camere le loro osservazioni, in tempo utile per l'esame parlamentare, dandone contestuale comunicazione alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome; a tutt'oggi alcune Assemblee regionali stanno già esercitando un controllo sul rispetto del principio di sussidiarietà, anche se poche hanno adeguato i propri regolamenti interni a tale attività.

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Il Controllo di sussidiarietà in Friuli Venezia Giulia

Il Consiglio regionale ha recentemente introdotto delle modifiche al proprio Regolamento interno prevedendo un'apposita sessione europea per l'esame congiunto del lavoro annuale della Commissione europea e delle relazioni annuali del Governo al Parlamento in materia di rapporti con l'Unione europea; l'esame può riguardare anche la relazione sullo stato di conformità dell'ordinamento europeo e il disegno di legge europea regionale.

L'intento è quello di rafforzare il ruolo del Consiglio nell'analisi di conformità dell'ordinamento regionale al diritto europeo mentre nuove procedure, in entrambi i casi con l'assegnazione dell'iter consiliare alla V Commissione permanente (affari istituzionali) e, per le parti di competenza, con parere delle altre Commissioni, sono state introdotte per la partecipazione della Regione al processo di formazione degli atti dell'Unione europea.

Inoltre, i progetti di atti legislativi europei trasmessi dal Governo ai sensi della vigente legislazione statale (legge 234/2012) sono immediatamente resi accessibili per via telematica ai consiglieri e il Presidente del Consiglio regionale, su segnalazione di un consigliere o di propria iniziativa, ne assegna l'esame alla V Commissione, che formulerà, in raccordo con la Giunta regionale, osservazioni.

In tale contesto, è prevista una più intensa informazione da parte del Presidente della Regione sull'attività della Commissione paritetica Stato-Regione nell'ambito del processo di formazione della posizione italiana nella predisposizione degli atti dell'Unione europea e la V Commissione permanente, in esito alle procedure di informazione, può formulare osservazioni e adottare risoluzioni per definire indirizzi alla Giunta regionale relativi alla posizione della Regione nell'ambito del processo di formazione degli atti dell'Unione europea.

Le risoluzioni poi adottate dalla V Commissione permanente sono comunicate al Presidente della Regione e ai competenti Organi statali. Il Presidente della Regione informa il Consiglio sugli esiti del processo decisionale relativo agli atti oggetto di osservazioni.

Lo stesso iter è previsto per il controllo di sussidiarietà e di proporzionalità nei progetti di atti legislativi europei che hanno ad oggetto materie di compentenza regionale: gli esiti del controllo di sussidiarietà e proporzionalità, approvati con risoluzione, sono in questo caso comunicati alle Camere e contestualmente alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.

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Risoluzioni adottate dal Consiglio regionale

(Le risoluzioni sono pubblicate anche alla pagina dedicata sul sito EU - Subsidiarity Network)

 

Sessione europea

(art. 169 ter del Regolamento consiliare)

  • 2016 - Approvata dal Consiglio regionale con deliberazione n. 35 del 17 marzo 2016
    vedi risoluzione


  • 2015 - Approvata dal Consiglio regionale con deliberazione n. 22 del 13 maggio 2015
    vedi risoluzione


Altre Risoluzioni (V Commissione permanente)


RISOLUZIONE n. 3/2016

sulla proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi COM (2016) 128 final dell'8 marzo 2016.

Osservazioni ai sensi degli articoli 24, comma 3, e 25 della legge 234/2012 e del Protocollo n. 2 allegato al trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea

Approvata a maggioranza nella seduta del 9 maggio 2016, ai sensi degli articoli 170 e 170 bis del regolamento interno.


RISOLUZIONE n. 2/2016

sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni "L'anello mancante - Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare" - COM (2015) 614 final; sulla proposta di direttiva del parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti - COM (2015) 594 final; sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2008/98 relativa ai rifiuti - COM (2015) 595 final; sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio - COM (2015) 596 final.

Osservazioni ai sensi degli articoli 25 e 24, comma 3, della legge 234/2012 e del Protocollo n. 2 allegato al trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea.

Approvata nella seduta del 17 febbraio 2016


RISOLUZIONE n. 1/2016

Sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni [COM(2015) 610 final] "Programma di lavoro della Commissione europea per il 2016 - E' il momento di andare oltre l'ordinaria amministrazione"

Approvata nella seduta del 18 gennaio 2016 ai sensi degli articoli 167 e 169 ter, comma 2, del Regolamento consiliare.


RISOLUZIONE n. 6

Sulla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003 per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare l'uso di alimenti e mangimi geneticamente modificati sul loro territorio COM (2015) 177 e sulla comunicazione "Revisione del processo decisionale in tema di organismi geneticamente modificati (OGM)" COM (2015) 176.

Osservazioni ai sensi degli articoli 25 e 24, comma 3, della legge 234/2012 e del Protocollo n. 2 allegato al trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea.

Approvata nella seduta del 3 giugno 2015


RISOLUZIONE n. 5

Sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Agenda europea sulla migrazione" COM (2015) 240 final del 13 maggio 2015.

Osservazioni ai sensi degli articoli 9, 24 e 25 della legge 234/2012.

Approvata nella seduta del 3 giugno 2015


RISOLUZIONE n. 4

Sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni [COM(2014) 910 final] "Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015 - Un nuovo inizio".

Approvata nella seduta del 15 gennaio 2015


RISOLUZIONE n. 3

Sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Orientamenti sull'applicazione delle misure per collegare l'efficacia dei fondi strutturali e d'investimento europei a una sana gestione economica conformemente all'art. 23 del regolamento UE 1303/2013 (COM (2014) 494 final)"
Osservazioni ai sensi degli articoli 8 e 9 della legge 234/2012 e del Protocollo n. 2 allegato al trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea

Approvata nella seduta del 10 novembre 2014


RISOLUZIONE n. 2

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2014) 397 definitivo) che modifica le direttive 2008/98/CE relativa ai rifiuti, 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti, 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Osservazioni ai sensi degli articoli 25 e 24, comma 3, della legge 234/2012 e del Protocollo n. 2 allegato al trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea

Approvata nella seduta del 23 settembre 2014


RISOLUZIONE n. 1

Sulla proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici, che modifica il regolamento (UE) n. xxx/xxx del Consiglio (regolamento sui controlli ufficiali) e che abroga il regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio – n. COM(2014)180 definitivo
Osservazioni ai sensi degli articoli 25 e 24, comma 3, della legge 234/2012 e del Protocollo n. 2 allegato al trattato sull'Unione europea e sul funzionamento dell'Unione europea

Approvata nella seduta del 14 maggio 2014

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