FVG-LUX. BORDIN: CENTRO MIGRATORIO CUSTODISCE MEMORIA FRIULANA
(ACON) Lussemburgo, 23 mag - A Dudelange, nel cuore del
Lussemburgo industriale e simbolo della grande emigrazione
italiana, il presidente del Consiglio regionale del Friuli
Venezia Giulia, Mauro Bordin, ha visitato il Centre de
Documentation sur les Migrations Humaines (Cdmh), luogo
emblematico della memoria migratoria europea.
Ad accompagnarlo nella visita il presidente del Fogolar Furlan,
Stefano Milani, il sindaco di Dudelange Dan Biancalana,
l'ambasciatore d'Italia in Lussemburgo Carmine Robustelli e il
primo segretario dell'Ambasciata italiana Damiano Rampini. Un
momento dal forte valore istituzionale e simbolico, dedicato alla
storia dell'emigrazione italiana e friulana nel Granducato.
"Visitare questo luogo della memoria - ha dichiarato Bordin -
significa rendere omaggio a migliaia di italiani e friulani che,
con sacrificio, dignità e spirito di comunità, hanno contribuito
alla crescita del Lussemburgo senza mai dimenticare le proprie
radici".
"Il Centre de Documentation sur les Migrations Humaines - ha
proseguito il presidente - custodisce una parte fondamentale
della nostra storia collettiva e testimonia come l'emigrazione
abbia rappresentato non solo una necessità economica, ma anche un
ponte culturale tra i popoli europei".
Il centro, ospitato nell'antica stazione ferroviaria di
Dudelange-Usines, sorge accanto allo storico Quartier Italien, la
Petite Italie che per decenni ha accolto le famiglie italiane
giunte in Lussemburgo per lavorare nelle miniere e nelle
acciaierie. Tra documenti, fotografie e testimonianze, il Cdmh
racconta il contributo determinante degli emigrati italiani allo
sviluppo economico e sociale del Paese.
La delegazione ha visitato anche il quartiere storico degli
immigrati italiani, ancora oggi simbolo vivo di integrazione e
identità condivisa.
"La storia della comunità italiana di Dudelange parla ancora alle
nuove generazioni", ha sottolineato il presidente del Consiglio
regionale. "È una storia di sacrificio, lavoro e solidarietà, ma
anche di integrazione riuscita. Come istituzioni abbiamo il
dovere di custodire questa memoria e di rafforzare il legame con
le comunità friulane all'estero, che continuano a rappresentare
un patrimonio umano e culturale straordinario per il Friuli
Venezia Giulia e per l'Italia".
ACON/AD-rm