SERVIZIO IDRICO TS. PELLEGRINO (AVS): GARA AL BUIO, MANCA PIANO AMBITO
(ACON) Trieste, 3 giu - "Esprimo forte preoccupazione per il
percorso intrapreso da Ausir in merito all'affidamento, tramite
gara, del Servizio idrico integrato nel territorio triestino. A
destare particolare allarme è l'inesistenza del Piano d'Ambito
unico regionale, elemento indispensabile per assumere decisioni
consapevoli, trasparenti e coerenti con il quadro normativo
vigente". Così in una nota la consigliera regionale Serena
Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), che prosegue: "La legge
regionale stabilisce chiaramente che l'intero territorio del
Friuli Venezia Giulia costituisce un unico Ambito territoriale
ottimale (Ato) e che, dunque, il Piano d'Ambito si riferisce
necessariamente all'intero territorio regionale. Tuttavia, a
quasi dieci anni dall'approvazione di tale norma, Ausir non vi ha
ancora dato concreta attuazione".
"Consultando il sito istituzionale dell'ente - evidenzia
Pellegrino - emerge come la programmazione continui a basarsi sui
vecchi ambiti provinciali, dove il Piano d'Ambito unico regionale
è inesistente, mentre i Piani provinciali risultano fermi da
anni, in aperta violazione alla normativa regionale vigente, che
risulta già una mediazione rispetto a quanto, come forza
politica, abbiamo portato avanti seguendo l'esito referendario
del 2011".
La consigliere, che è anche vicepresidente della Commissione
Ambiente, sottolinea che "Il caso di Trieste è emblematico. Il
documento, pubblicato solo parzialmente, risale addirittura al
2010 ed è ormai del tutto obsoleto, oltre che inadeguato a
rappresentare l'attuale situazione infrastrutturale, ambientale
ed economica del territorio".
"Questa paralisi - incalza l'esponente rossoverde - solleva
rilevanti interrogativi sulla legittimità amministrativa della
futura concessione. La normativa vigente, infatti, non consente
né di scegliere il modello di gestione (gara/in house/società
mista), né di affidare il servizio idrico senza un Piano d'ambito
o in presenza di un Piano non aggiornato. La mancata transizione
verso lo strumento unico regionale ha precluso inoltre l'adozione
di una visione unitaria del servizio fondata su economie di scala
e solidarietà territoriale, limitando la possibilità di esplorare
modelli gestionali alternativi, tra cui l'affidamento in house a
livello regionale".
"In questo contesto - secondo Pellegrino - anche la recente
delibera con cui il consiglio di amministrazione di Ausir ha
scelto il modello della gara rischia di presentare profili di
illegittimità, apparendo come una decisione assunta al buio,
priva di un adeguato supporto istruttorio che chiarisca il
rapporto tra la scelta della gara, il programma degli
investimenti e la sostenibilità economico-finanziaria. In
sostanza - rincara la consigliera di opposizione - si sta
rovesciando il metodo. Prima si decide il modello, poi si proverà
a costruire un Piano per giustificarlo. È così che si svuota la
programmazione pubblica e si marginalizza il ruolo delle
istituzioni".
"L'articolo 149-bis del Codice dell'Ambiente - puntualizza la
consigliera Avs) definisce con chiarezza la sequenza degli atti,
ovvero non si può decidere come gestire un servizio pubblico
prima di aver definito con precisione cosa deve essere gestito,
quali investimenti siano necessari e con quali risorse
finanziarie".
"Per queste ragioni - conclude Pellegrino - depositerò
un'interrogazione per chiedere alla Giunta regionale di chiarire
le cause del ritardo nell'adozione del Piano d'Ambito, valutare
la legittimità della scelta di procedere alla gara in assenza di
una base programmatoria aggiornata e che vengano indicati quali
interventi si intendano adottare per ristabilire condizioni di
trasparenza e di correttezza".
ACON/COM/aa