SALUTE. GRUPPO PD: SU MMG SITUAZIONE ESPLOSA, CDX IN RITARDO/1


SALUTE. GRUPPO PD: SU MMG SITUAZIONE ESPLOSA, CDX IN RITARDO/1

02.02.2026
17:31
(ACON) Trieste, 2 feb - "La situazione della sanità pubblica, dove i medici di medicina generale costituiscono un tassello fondamentale, ha raggiunto da tempo livelli di emergenza elevati sui quali è necessario intraprendere ogni strada possibile. Impiegare i medici di famiglia in pensione non può essere la soluzione definitiva, ma può al massimo tamponare una situazione esplosiva. Responsabilmente, oggi come a gennaio, garantiamo sostegno a una misura che potrà dare una qualche risposta, ma ha pesato ora e in questi anni il ritardo e la litigiosità sempre più evidente del centrodestra". Lo affermano in una nota i consiglieri regionali del Pd intervenuti in Aula sul disegno di legge 72.

Laura Fasiolo, dopo aver anticipato il voto favorevole del Gruppo, sottolinea che "la misura non può essere considerata strutturale, ma solo tampone per sopperire a una situazione di oggettiva e grave criticità del sistema sanitario regionale, con particolare riferimento alla carenza di medici in convenzione sul territorio del Fvg. Bisogna andare a fondo sui problemi, riteniamo indispensabile accompagnare la delibera di oggi con un chiaro impegno politico e programmatico che rimanda a una soluzione strutturale non più procrastinabile. Quello di oggi, da parte nostra, è un atto di attenzione e grande senso di responsabilità".

Nicola Conficoni ricorda che "l'assessore Riccardi aveva assicurato che il raddoppio delle borse Ceformed avrebbe garantito una ripresa, ma così non è stato, visto il calo di medici di cui il centrodestra non ha nemmeno alba, come ha dimostrato Maurmair che in Aula ha parlato di 550 medici di famiglia in provincia di Pordenone, dove in realtà i professionisti erano 167 nel 2024, ben 33 in meno rispetto al 2018. Il ddl 72 non è la soluzione, serve un intervento strutturale. L'azione tardiva e insufficiente della destra testimonia la confusione della maggioranza che in questi giorni ha messo in scena un teatrino su cui, nonostante il voto compatto, non cancella una gestione fallimentare resa palese da spaccature e dall'ultimo documento della Lega".

Per Francesco Martines "manca compattezza su un tema importante come la sanità, su cui da tempo è aperta una guerra interna, partita con la posizione in Giunta di FdI sulla nomina dei tre direttori generali delle Aziende sanitarie e arrivata oggi a uno straripamento che di fatto indebolisce il percorso per la risoluzione dei problemi. Stiamo assistendo in questi giorni e in questi mesi a lotte intestine sulle pelle della gente, solo per interessi territoriali e posizioni consolidate di professionisti. Oggi la norma va approvata, ma resta la responsabilità di trovare uno strumento che dia risposte strutturali ai cittadini".

Secondo Massimiliano Pozzo, "il fatto che oggi l'assessore Riccardi sia arrivato in Aula con l'identico documento che il 15 gennaio la sua stessa Maggioranza gli ha bloccato, perdendo quindi tempo nell'azione amministrativa, non è affatto casuale. Le frasi pesantissime contenute nel documento della Lega (che ha parlato di criticità sull'oncologia, sulla gestione del personale, sull'emergenza urgenza) e la crisi di metà anno scorso dopo le parole del ministro Ciriani sull'ospedale di Pordenone che hanno portato alla rimessione delle deleghe di sette assessori su dieci, stanno cucinando il presidente Fedriga a fuoco lento. La campagna elettorale è già partita abbondantemente, basta vedere le presenze di ministri ed europarlamentari sul territorio. Preferenze e ambizioni alla presidenza rischiano di inquinare il dibattito e immobilizzare il governo regionale. A mio avviso ci sono scelte sulla sanità non più rinviabili, per il bene dei cittadini e del sistema sanitario".

Roberto Cosolini sottolinea che "siamo per un'istituzione che funziona e per questo serve una Giunta e una maggioranza che prendano decisioni. È chiaro che soprattutto la vicenda di questi giorni desti quantomeno qualche dubbio". Per quanto riguarda il piano oncologico, continua, "resta un punto fermo, i cittadini che hanno diritto ad avere e poter contare su un piano per la rete oncologica. Abbiamo chiesto che si discuta in commissione lo stato di avanzamento a un anno dalla sua approvazione, abbiamo chiesto che si discuta la ricaduta sugli ospedali, abbiamo formulato proposte, come quella dei dipartimenti chirurgici interaziendali che è uno strumento da approfondire. Insomma, vogliamo misurarci qui su scelte che il governo regionale deve fare per il bene del Fvg".

1 - segue ACON/COM/rcm



  • Laura Fasiolo (Pd) con, alle spalle, i colleghi Massimo Mentil e Massimiliano Pozzo
    Laura Fasiolo (Pd) con, alle spalle, i colleghi Massimo Mentil e Massimiliano Pozzo