SALUTE. GRUPPO PD: SU MMG SITUAZIONE ESPLOSA, CDX IN RITARDO/1
(ACON) Trieste, 2 feb - "La situazione della sanità pubblica,
dove i medici di medicina generale costituiscono un tassello
fondamentale, ha raggiunto da tempo livelli di emergenza elevati
sui quali è necessario intraprendere ogni strada possibile.
Impiegare i medici di famiglia in pensione non può essere la
soluzione definitiva, ma può al massimo tamponare una situazione
esplosiva. Responsabilmente, oggi come a gennaio, garantiamo
sostegno a una misura che potrà dare una qualche risposta, ma ha
pesato ora e in questi anni il ritardo e la litigiosità sempre
più evidente del centrodestra". Lo affermano in una nota i
consiglieri regionali del Pd intervenuti in Aula sul disegno di
legge 72.
Laura Fasiolo, dopo aver anticipato il voto favorevole del
Gruppo, sottolinea che "la misura non può essere considerata
strutturale, ma solo tampone per sopperire a una situazione di
oggettiva e grave criticità del sistema sanitario regionale, con
particolare riferimento alla carenza di medici in convenzione sul
territorio del Fvg. Bisogna andare a fondo sui problemi,
riteniamo indispensabile accompagnare la delibera di oggi con un
chiaro impegno politico e programmatico che rimanda a una
soluzione strutturale non più procrastinabile. Quello di oggi, da
parte nostra, è un atto di attenzione e grande senso di
responsabilità".
Nicola Conficoni ricorda che "l'assessore Riccardi aveva
assicurato che il raddoppio delle borse Ceformed avrebbe
garantito una ripresa, ma così non è stato, visto il calo di
medici di cui il centrodestra non ha nemmeno alba, come ha
dimostrato Maurmair che in Aula ha parlato di 550 medici di
famiglia in provincia di Pordenone, dove in realtà i
professionisti erano 167 nel 2024, ben 33 in meno rispetto al
2018. Il ddl 72 non è la soluzione, serve un intervento
strutturale. L'azione tardiva e insufficiente della destra
testimonia la confusione della maggioranza che in questi giorni
ha messo in scena un teatrino su cui, nonostante il voto
compatto, non cancella una gestione fallimentare resa palese da
spaccature e dall'ultimo documento della Lega".
Per Francesco Martines "manca compattezza su un tema importante
come la sanità, su cui da tempo è aperta una guerra interna,
partita con la posizione in Giunta di FdI sulla nomina dei tre
direttori generali delle Aziende sanitarie e arrivata oggi a uno
straripamento che di fatto indebolisce il percorso per la
risoluzione dei problemi. Stiamo assistendo in questi giorni e in
questi mesi a lotte intestine sulle pelle della gente, solo per
interessi territoriali e posizioni consolidate di professionisti.
Oggi la norma va approvata, ma resta la responsabilità di trovare
uno strumento che dia risposte strutturali ai cittadini".
Secondo Massimiliano Pozzo, "il fatto che oggi l'assessore
Riccardi sia arrivato in Aula con l'identico documento che il 15
gennaio la sua stessa Maggioranza gli ha bloccato, perdendo
quindi tempo nell'azione amministrativa, non è affatto casuale.
Le frasi pesantissime contenute nel documento della Lega (che ha
parlato di criticità sull'oncologia, sulla gestione del
personale, sull'emergenza urgenza) e la crisi di metà anno scorso
dopo le parole del ministro Ciriani sull'ospedale di Pordenone
che hanno portato alla rimessione delle deleghe di sette
assessori su dieci, stanno cucinando il presidente Fedriga a
fuoco lento. La campagna elettorale è già partita
abbondantemente, basta vedere le presenze di ministri ed
europarlamentari sul territorio. Preferenze e ambizioni alla
presidenza rischiano di inquinare il dibattito e immobilizzare il
governo regionale. A mio avviso ci sono scelte sulla sanità non
più rinviabili, per il bene dei cittadini e del sistema
sanitario".
Roberto Cosolini sottolinea che "siamo per un'istituzione che
funziona e per questo serve una Giunta e una maggioranza che
prendano decisioni. È chiaro che soprattutto la vicenda di questi
giorni desti quantomeno qualche dubbio". Per quanto riguarda il
piano oncologico, continua, "resta un punto fermo, i cittadini
che hanno diritto ad avere e poter contare su un piano per la
rete oncologica. Abbiamo chiesto che si discuta in commissione lo
stato di avanzamento a un anno dalla sua approvazione, abbiamo
chiesto che si discuta la ricaduta sugli ospedali, abbiamo
formulato proposte, come quella dei dipartimenti chirurgici
interaziendali che è uno strumento da approfondire. Insomma,
vogliamo misurarci qui su scelte che il governo regionale deve
fare per il bene del Fvg".
1 - segue
ACON/COM/rcm