SALUTE. GRUPPO PD: SU MMG SITUAZIONE ESPLOSA, CDX IN RITARDO/2
(ACON) Trieste, 2 feb - Nella nota del pd sul disegno di legge
72 per i medici in quiescenza, Manuela Celotti evidenzia che
"come siamo stati responsabili in commissione e prima il 15
gennaio, lo siamo oggi. Però non possiamo essere responsabili
facendo finta di niente su come siamo arrivati qui oggi a questo
punto con case di comunità aperte in grande ritardo e sulle quali
ci sono ancora dubbi, sulle cure intermedie dove sono stati
tagliati posti (come ad esempio a Codroipo e Tarcento),
sull'accordo integrativo, fondamentale per lo sviluppo della
sanità territoriale, arrivato con anni di ritardo e dopo una dura
trattativa con i medici di medicina generale. E ancora gli
ospedali di base dove sono stati tagliati posti letto, servizi e
funzioni. A tutto questo si aggiungono le profonde spaccature
all'interno del centrodestra che sta governando questa regione,
spaccature che non possono più essere minimizzate o nascoste".
Massimo Mentil sottolinea i nodi "che attanagliano la montagna:
dal 2023 si vive il problema della sospensione dei medici di
vallata in Carnia, e in generale l'Alto Friuli vive in maniera
seria, non meno di altri territori della regione, la problematica
dei medici di famiglia: solo in Carnia si contano ben cinquemila
persone senza medico. Oggi, con responsabilità votiamo un ddl che
darà una risposta, ma serve essere onesti e riconoscere che
questo modo di affrontare l'emergenza continua non permette di
guardare al futuro con un ottimismo per una salute che garantisca
servizi ai territori".
Secondo Francesco Russo, "il teatrino di questi giorni era
ampliamento previsto dopo la fine dell'illusione del terzo
mandato, che ha sancito un "liberi tutti" che si è visto prima
con gli attacchi di FdI e ora con le divisioni nella Lega. Il
nostro voto positivo però non ci evita di dire che tutto questo è
la cartina tornasole di una chiusura totale della Giunta Fedriga
rispetto a ogni possibile collaborazione con l'opposizione su
temi di interesse generale. E poi - continua - c'è un'altra
questione che pesa sul centrodestra, ossia il ritardo sia sulla
questione odierna dei medici di famiglia, sia sulla generale
gestione della sanità. A questo punto è prevedibile che il
prossimo punto di rottura nel Centrodestra, sia l'ospedale di
Cattinara e il perenne cantiere che lo blocca, e questo succederà
quando il presidente Fedriga avrà la definitiva evidenza del suo
essere uno scomodissimo problema elettorale. Questa è l'ennesima
dimostrazione che non basta avere fiumi di denaro ma è necessario
saperli spendere e fare scelte coraggiose di cui a ora non c'è
traccia".
Andrea Carli sottolinea che "accanto al doveroso commento
generale su quanto sta accadendo nella maggioranza di
centrodestra, la necessità di questa norma dimostra un'urgenza
che non riguarda solo i medici di medicina generale, ma anche
quelli ospedalieri. In questa situazione si corrono rischi seri
perché i contratti stipulati dalle aziende sanitarie lo scorso
anno con professionisti già in pensione stanno per scadere e, se
non rinnovati, possono provocare l'interruzione di servizi
importanti, come nel territorio dell'alto pordenonese, dove la
diabetologia è attualmente in mano a un professionista il cui
contratto scadrà a breve. Tale difficoltà va a colpire il
territorio che registra le percentuali più alte di popolazione
colpita da problematiche inerenti al diabete: come a dire, piove
sul bagnato. È opportuno trovare una soluzione che non sia
dell'ultimo momento".
Il capogruppo Diego Moretti ribadisce infine che "non possiamo
fingere che dal 15 gennaio a oggi non sia successo nulla, questa
volta in maniera più forte rispetto alle precedenti spaccature
del centrodestra, ad esempio quando gli assessori di Fdi uscirono
dalla seduta di Giunta che ha nominato i direttori generali delle
Aziende sanitarie, o quando il ministro Ciriani si scagliò sulla
gestione della partita dell'ospedale di Pordenone, o quando due
consiglieri di Centrodestra (Mazzolini e Ferrari) sottoscrissero
la petizione a sostegno della senologia di Tolmezzo. Questa volta
è lo stesso partito del presidente, la Lega, a mettere in
discussione un atto di Giunta". E ancora, continua Moretti,
"sarebbe auspicabile che il centrodestra la smetta di giocare per
lotte di potere su questioni cruciali come la sanità. Dov'era la
Lega un anno fa quando esprimevamo le medesime preoccupazioni e
criticità? Infine, sul piano oncologico, a un anno dalla delibera
di approvazione chiediamo che si riunisca la III Commissione per
sentire tutti i soggetti interessati, compresi quelli che in
questi mesi hanno espresso diverse preoccupazioni".
2 - fine
ACON/COM/rcm