SALUTE. OK A RIENTRO MEDICI DI BASE IN PENSIONE, UNANIMITÀ PER DDL 72


SALUTE. OK A RIENTRO MEDICI DI BASE IN PENSIONE, UNANIMITÀ PER DDL 72

02.02.2026
17:37
(ACON) Trieste, 2 feb - Con l'approvazione di un apposito disegno di legge che ha riscontrato l'unanimità dell'Aula, i medici di famiglia in pensione potranno essere richiamati in servizio dalle aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia per tutto il 2026 con incarichi di lavoro autonomo. Il ddl 72, è stato spiegato, si coordinerà con un emendamento del Governo nazionale che andrà a ridurre i conseguenti effetti fiscali e previdenziali.

Nonostante la totale condivisione in termini di voti, nel corso del lungo dibattito sono emersi i diversi punti di vista delle parti politiche, con le Opposizioni che hanno rivendicato il proprio senso di responsabilità e posto l'attenzione sulle divisioni interne alla Maggioranza in tema di Salute. Rilievi smentiti in maniera decisa dagli esponenti del Centrodestra. In chiusura, è stato comunque accolto un ordine del giorno presentato dal Pd e sottoscritto da tutti i consiglieri regionali per impegnare la Giunta ad agire in sede nazionale al fine di agevolare il reperimento di medici sul territorio, allargando la platea anche ai dirigenti medici e sanitari dipendenti dal Sistema sanitario nazionale in quiescenza.

Per Serena Pellegrino (Avs), l'origine del problema sta nell'avanzata età anagrafica dei professionisti: "Con questo ddl mettiamo una pezza all'emergenza ma mancano ancora le informazioni in merito a quanti pensionati accoglieranno la proposta". Il collega del Gruppo Misto, Furio Honsell (Open), ha manifestato la propria disponibilità a migliorare il provvedimento con gli emendamenti presentati, anche se ha definito la gestione della Salute regionale "approssimativa: non ci sono segnali che la situazione cambierà". Rosaria Capozzi (M5S) ha affermato come il ddl 72 sia da considerare "una misura d'emergenza che non risolve in alcun modo un problema strutturale a cui è necessario porre rimedio". Ha espresso preoccupazione per la situazione anche il capogruppo del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, che ha lamentato "mancanza di visione d'insieme".

I consiglieri del Partito democratico hanno posto tutti l'accento sul problema politico che, a loro dire, divide la Maggioranza sui provvedimenti in tema di sanità. È il caso di Nicola Conficoni che, rilevando diverse criticità preoccupanti sui territori, ha citato in primis la questione del Piano oncologico. Anche il collega di partito Francesco Martines ha parlato di "una Maggioranza che lamenta problemi di compattezza, con rallentamenti che ricadono sulla pelle dei cittadini", mentre per Massimiliano Pozzo e Roberto Cosolini "votiamo una norma importante per tappare i buchi, ma sono necessarie scelte non rinviabili". Per Manuela Celotti "non possiamo far finta che sulla sanità la Regione non sia in forte ritardo".

Sempre in casa Pd, i problemi della medicina generale in ambito montano sono stati trattati da Massimo Mentil, sottolineando che "ci sono soltanto due medici di vallata, chiaramente costretti a continui spostamenti con gravi problemi di fidelizzazione da parte dell'utenza". Secondo Francesco Russo la Maggioranza sta offrendo un teatrino della politica che penalizza i cittadini ("il prossimo momento di rottura sarà rappresentato dai problemi dell'ospedale di Cattinara"). Gli fanno eco Andrea Carli, che si è soffermato sulle problematiche inerenti gli specialisti ospedalieri in quiescenza, e Diego Moretti che ha parlato di "spettacolo indecoroso offerto dal Centrodestra". Laura Fasiolo ha concentrato il suo intervento sull'esigenza di aumentare l'attrattività verso la medicina generale.

Di tutt'altro parere gli esponenti di maggioranza che hanno respinto al mittente le accuse di crisi interna alla coalizione, come ribadito da Maddalena Spagnolo (Lega) che ha smorzato i toni della polemica ricordando la pronta risposta della Regione alle criticità in ambito sanitario. Sulla stessa linea il forzista Michele Lobianco, fermo nel riportare l'attenzione sulle specificità del disegno di legge al pari di Lucia Buna (Lega) che ha ricordato il primato del Fvg per i servizi sanitari. Markus Maurmair (FdI) ha quindi richiamato l'attenzione sull'ottima azione d'intesa col Governo nazionale per "dare risposte immediate ai cittadini". Il capogruppo di FdI, Claudio Giacomelli, in finale di discussione ha rilevato che "anche se ci confrontiamo, alla fine votiamo convintamente compatti".

Prima della presentazione degli emendamenti delle Opposizioni (tutti respinti) e del voto conclusivo, l'assessore Fvg alla Salute, Riccardo Riccardi, ha lamentato "la scarsa attenzione riscontrata sul provvedimento in votazione, prediligendo argomentazioni che esulano dalla carenza di medici e dalla necessità di porvi subito rimedio". E, ricordando gli ultimi dati rilevati in sede nazionale che pongono il Fvg ai vertici della Sanità nazionale, ha rimarcato l'azione della Regione "anche se sarebbe più comodo non decidere e lasciare i problemi a chi verrà dopo: noi non siamo così".

Riccardi, inoltre, ha riaffermato con decisione l'efficacia del Piano oncologico regionale: "Una scelta di campo condivisa. Guardiamo agli standard e alla sicurezza per un servizio migliore. Vogliamo concentrare negli hub le attività a maggiore complessità e minore frequenza di bisogno, mantenendo quelle più frequenti nelle altre sedi". ACON/MV-fc



  • Lintervento dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi
    Lintervento dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi
  • I lavori durante la seduta d'Aula
    I lavori durante la seduta d'Aula
  • I banchi delle Opposizioni
    I banchi delle Opposizioni
  • Il voto unanime al disegno di legge 72
    Il voto unanime al disegno di legge 72