SALUTE. OK A RIENTRO MEDICI DI BASE IN PENSIONE, UNANIMITÀ PER DDL 72
(ACON) Trieste, 2 feb - Con l'approvazione di un apposito
disegno di legge che ha riscontrato l'unanimità dell'Aula, i
medici di famiglia in pensione potranno essere richiamati in
servizio dalle aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia per
tutto il 2026 con incarichi di lavoro autonomo. Il ddl 72, è
stato spiegato, si coordinerà con un emendamento del Governo
nazionale che andrà a ridurre i conseguenti effetti fiscali e
previdenziali.
Nonostante la totale condivisione in termini di voti, nel corso
del lungo dibattito sono emersi i diversi punti di vista delle
parti politiche, con le Opposizioni che hanno rivendicato il
proprio senso di responsabilità e posto l'attenzione sulle
divisioni interne alla Maggioranza in tema di Salute. Rilievi
smentiti in maniera decisa dagli esponenti del Centrodestra. In
chiusura, è stato comunque accolto un ordine del giorno
presentato dal Pd e sottoscritto da tutti i consiglieri regionali
per impegnare la Giunta ad agire in sede nazionale al fine di
agevolare il reperimento di medici sul territorio, allargando la
platea anche ai dirigenti medici e sanitari dipendenti dal
Sistema sanitario nazionale in quiescenza.
Per Serena Pellegrino (Avs), l'origine del problema sta
nell'avanzata età anagrafica dei professionisti: "Con questo ddl
mettiamo una pezza all'emergenza ma mancano ancora le
informazioni in merito a quanti pensionati accoglieranno la
proposta". Il collega del Gruppo Misto, Furio Honsell (Open), ha
manifestato la propria disponibilità a migliorare il
provvedimento con gli emendamenti presentati, anche se ha
definito la gestione della Salute regionale "approssimativa: non
ci sono segnali che la situazione cambierà". Rosaria Capozzi
(M5S) ha affermato come il ddl 72 sia da considerare "una misura
d'emergenza che non risolve in alcun modo un problema strutturale
a cui è necessario porre rimedio". Ha espresso preoccupazione per
la situazione anche il capogruppo del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, che ha lamentato
"mancanza di visione d'insieme".
I consiglieri del Partito democratico hanno posto tutti l'accento
sul problema politico che, a loro dire, divide la Maggioranza sui
provvedimenti in tema di sanità. È il caso di Nicola Conficoni
che, rilevando diverse criticità preoccupanti sui territori, ha
citato in primis la questione del Piano oncologico. Anche il
collega di partito Francesco Martines ha parlato di "una
Maggioranza che lamenta problemi di compattezza, con
rallentamenti che ricadono sulla pelle dei cittadini", mentre per
Massimiliano Pozzo e Roberto Cosolini "votiamo una norma
importante per tappare i buchi, ma sono necessarie scelte non
rinviabili". Per Manuela Celotti "non possiamo far finta che
sulla sanità la Regione non sia in forte ritardo".
Sempre in casa Pd, i problemi della medicina generale in ambito
montano sono stati trattati da Massimo Mentil, sottolineando che
"ci sono soltanto due medici di vallata, chiaramente costretti a
continui spostamenti con gravi problemi di fidelizzazione da
parte dell'utenza". Secondo Francesco Russo la Maggioranza sta
offrendo un teatrino della politica che penalizza i cittadini
("il prossimo momento di rottura sarà rappresentato dai problemi
dell'ospedale di Cattinara"). Gli fanno eco Andrea Carli, che si
è soffermato sulle problematiche inerenti gli specialisti
ospedalieri in quiescenza, e Diego Moretti che ha parlato di
"spettacolo indecoroso offerto dal Centrodestra". Laura Fasiolo
ha concentrato il suo intervento sull'esigenza di aumentare
l'attrattività verso la medicina generale.
Di tutt'altro parere gli esponenti di maggioranza che hanno
respinto al mittente le accuse di crisi interna alla coalizione,
come ribadito da Maddalena Spagnolo (Lega) che ha smorzato i toni
della polemica ricordando la pronta risposta della Regione alle
criticità in ambito sanitario. Sulla stessa linea il forzista
Michele Lobianco, fermo nel riportare l'attenzione sulle
specificità del disegno di legge al pari di Lucia Buna (Lega) che
ha ricordato il primato del Fvg per i servizi sanitari. Markus
Maurmair (FdI) ha quindi richiamato l'attenzione sull'ottima
azione d'intesa col Governo nazionale per "dare risposte
immediate ai cittadini". Il capogruppo di FdI, Claudio
Giacomelli, in finale di discussione ha rilevato che "anche se ci
confrontiamo, alla fine votiamo convintamente compatti".
Prima della presentazione degli emendamenti delle Opposizioni
(tutti respinti) e del voto conclusivo, l'assessore Fvg alla
Salute, Riccardo Riccardi, ha lamentato "la scarsa attenzione
riscontrata sul provvedimento in votazione, prediligendo
argomentazioni che esulano dalla carenza di medici e dalla
necessità di porvi subito rimedio". E, ricordando gli ultimi dati
rilevati in sede nazionale che pongono il Fvg ai vertici della
Sanità nazionale, ha rimarcato l'azione della Regione "anche se
sarebbe più comodo non decidere e lasciare i problemi a chi verrà
dopo: noi non siamo così".
Riccardi, inoltre, ha riaffermato con decisione l'efficacia del
Piano oncologico regionale: "Una scelta di campo condivisa.
Guardiamo agli standard e alla sicurezza per un servizio
migliore. Vogliamo concentrare negli hub le attività a maggiore
complessità e minore frequenza di bisogno, mantenendo quelle più
frequenti nelle altre sedi".
ACON/MV-fc