ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE. OK UNANIME A MOZIONE HONSELL PER TUTELA
(ACON) Trieste, 2 feb - Valorizzare l'archeologia industriale
come risorsa culturale, educativa e turistica: è l'obiettivo
della mozione presentata dal consigliere regionale Furio Honsell
(Open Sinistra Fvg), approvata all'unanimità dall'Aula, che
impegna la Regione a costruire una strategia organica per la
tutela del patrimonio industriale storico del Friuli Venezia
Giulia.
Una mozione che nasce dalla visita, effettuata lo scorso anno
dalla V Commissione consiliare alla ex amideria Chiozza a Ruda e
che ha messo in luce - come evidenziato dallo stesso Honsell - un
patrimonio industriale di grande valore storico e tecnologico,
oggi a rischio di scomparsa.
In Fvg sono infatti presenti oltre 40 siti di archeologia
industriale, tra centrali, miniere, cartiere e stabilimenti
produttivi. Da qui la proposta avanzata dall'esponente di Open,
di istituire una rete museale regionale dell'archeologia e del
turismo industriale, accompagnata da un censimento aggiornato e
georeferenziato dei siti, da maggiori risorse per la
riqualificazione e dall'adesione a reti europee. "Non si tratta
solo di salvare manufatti - ha sottolineato Honsell - ma di
preservare la memoria del progresso sociale e industriale della
nostra regione".
L'intero Cr ha manifestato sostegno convinto alla mozione.
Rosaria Capozzi (M5s) ha ricordato che "il patrimonio industriale
rappresenta le memoria viva del lavoro e delle trasformazioni
economiche e sociali che hanno segnato il Novecento. Si tratta di
luoghi concreti, vicini alle comunità che parlano ancora al
presente e che possono diventare risorsa culturale, turistica ed
educativa".
Sul valore architettonico e metodologico degli interventi si è
soffermata Serena Pellegrino (Avs), evidenziando la necessità di
"recuperi basati su rilievi accurati e strumenti avanzati. Oggi
esistono risorse economiche importanti ed è fondamentale
investire con responsabilità, garantendo sicurezza, accessibilità
universale e rispetto del territorio".
Dal Partito democratico, Laura Fasiolo ha ricordato che "nella
sola provincia di Gorizia esistono circa 20 complessi industriali
potenzialmente trasformabili in mete turistiche o centri di
ricerca"; per Nicola Conficoni "recuperare questi spazi significa
dare nuova vita alla città senza consumare altro suolo,
rafforzando sicurezza e commercio locale in un momento in cui
famiglie e imprese hanno bisogno di risposte concrete". Manuela
Celotti ha richiamato l'importanza di "un impegno articolato da
parte della Giunta nella ricerca di linee di finanziamento,
evitando interventi frammentati sui singoli progetti", mentre per
Massimiliano Pozzo è "fondamentale garantire sostenibilità
economica sul lungo periodo". Francesco Martines e Andrea Carli,
invece, hanno posto l'accento sulla necessità di "mettere in rete
i siti in questione, ma anche di affrontare fin da subito il tema
della gestione, garantendo continuità, apertura e fruibilità nel
tempo". Enrico Bullian (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg),
infine, ha ricordato come "la vera sfida sia la messa in rete non
solo dell'archeologia industriale, ma anche di giardini e dimore
storiche, architetture fortificate, patrimonio archeologico e
nuovi parchi storico-culturali".
Dalla Maggioranza, Diego Bernardis (Fp) ha evidenziato che "è già
in corso un lavoro volto a mettere in rete i siti e a promuoverli
anche attraverso iniziative di informazione ed educazione
scolastica, favorendo il coinvolgimento del mondo della scuola".
In chiusura, l'assessore regionale alla Cultura, Mario Anzil, ha
ricordato che "la Regione riconosce il valore dell'archeologia
industriale all'interno di una visione complessiva dei beni
culturali", precisando che "gli interventi di recupero dovranno
essere calibrati sulle risorse disponibili e partire dalle
amministrazioni locali".
ACON/SM-fc