BANDA LARGA. BULLIAN(PAT-CIV)-MORETTI(PD): GIUNTA INDICHI TEMPISTICHE
(ACON) Trieste, 18 mar - "L'attivazione della rete a banda
larga nelle aree industriali dei Comuni di Cormons, Romans
d'Isonzo, Ronchi dei Legionari e Villesse non è ancora stata
completamente realizzata, nonostante i lavori siano stati
ultimati già nel 2020. Non è ammissibile che aree industriali di
grande rilevanza per l'Isontino restino ancora ostaggio di
ritardi. La segnalazione è giunta da Romans, ma temiamo che la
situazione sia generalizzata. Per questo abbiamo presentato
un'interrogazione alla Giunta regionale, per fare chiarezza sulle
tempistiche della messa in esercizio della rete e sulle azioni
concrete che l'amministrazione intende mettere in campo per
sbloccare definitivamente la situazione". Lo dichiarano in una
nota i consiglieri regionali Enrico Bullian (Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg) e Diego Moretti (Partito Democratico).
"L'infrastrutturazione pubblica delle aree industriali di
Cormons, Romans d'Isonzo, Ronchi dei Legionari e Villesse -
osservano Bullian e Moretti - era stata individuata come
prioritaria già nel 2014, quando si manifestò la necessità di
aggiornare la connettività del territorio a fronte della forte
presenza di imprese. L'intervento è stato affidato alla società
in house Insiel, con un finanziamento complessivo di 1 milione e
800mila euro provenienti dal Fondo Gorizia, nell'ambito di un
protocollo sottoscritto tra la Camera di Commercio di Gorizia e
la Regione. Il piano dei lavori è stato definito nel 2017 e i
lavori stessi, ci risulta, sono stati portati a termine nel 2020
durante l'emergenza Covid-19".
Secondo i due consiglieri delle Opposizioni "il problema è che,
nonostante l'opera risulti completata, la rete pare non essere
ancora completamente attiva, almeno in alcune zone industriali
come quella di Romans d'Isonzo. Si tratta quindi di una risorsa
pubblica rilevante, realizzata con quasi due milioni di euro di
fondi pubblici, che allo stato attuale non produce i benefici
attesi per il sistema produttivo locale. Nel frattempo, diverse
aziende insediate nelle aree interessate hanno dovuto sostenere
spese a proprio carico per realizzare soluzioni alternative e
garantirsi la connettività necessaria. In altre parole, mentre
l'infrastruttura pubblica finanziata con 1,8 milioni di euro
resta almeno parzialmente di fatto inutilizzata, le imprese si
sono trovate costrette a intervenire autonomamente, pagando di
tasca propria per poter continuare a lavorare. Una situazione
paradossale che non può protrarsi oltre".
"Per questo - spiegano Bullian e Moretti - abbiamo ritenuto
necessario presentare un'interrogazione alla Giunta regionale per
sapere quali siano le tempistiche previste per la completa
attivazione della rete, nonché quali soluzioni operative e azioni
concrete si intendano adottare affinché l'infrastruttura possa
finalmente essere utilizzata dalle aziende delle aree
interessate. Ora è il momento che anche la Regione faccia la
propria parte e garantisca che un'infrastruttura pubblica già
realizzata diventi finalmente operativa".
ACON/COM/rm