50 ANNI TERREMOTO. PELLEGRINO (AVS): ESEMPIO INTERNAZIONALE RINASCITA
(ACON) Trieste, 5 mag - "Un boato e poi il buio, e in un arco
di tempo inferiore a un minuto le vite di quasi un migliaio di
corregionali smisero di esistere". Così in una nota la
consigliera regionale Serena Pellegrino (Avs), in merito al 50°
anniversario del terremoto che sconvolse l'esistenza stessa del
Friuli.
"La sera del 6 maggio del 1976 la terra tremò spezzando e
spazzando in pochi secondi l'esistenza di un'intera popolazione -
fa presente Pellegrino - che seppe con coraggio e caparbietà
rialzarsi e pensare a un futuro che sembrava non avesse
aspettative. Un futuro degno di essere vissuto fra macerie e
rovine sparse, in un territorio che comprendeva oltre 100 comuni
che sono stati colpiti e devastati in pochi attimi".
"Una scia di scosse che hanno distrutto il cuore del Friuli
collinare e pedemontano, con epicentro l'area del Gemonese. Un
sisma di magnitudo 6,5 che strappò ai propri cari 990 fra uomini
e donne, bambini e anziani, con oltre 100.000 sfollati - prosegue
l'esponente rossoverde - che vennero accolti da tanti altri
corregionali che seppero farsi carico del dolore degli altri.
Tende, roulotte, prefabbricati procurati e realizzati in
pochissimo tempo per dare un riparo a chi la casa non l'aveva più
o era stata duramente lesionata, consegnate e realizzate da
persone che accorsero da ogni parte dell'Italia e che si misero a
disposizione per salvare quante più vite possibile."
"La corsa contro il tempo, per ricostruire prima dell'inverno, e
la governance efficace basata sulla sussidiarietà e sulla
gestione locale, dove le parole d'ordine furono da subito 'prima
le fabbriche, poi le case, poi le chiese', furono il carburante
per quello che molti definirono a ragione un miracolo. Da questa
drammatica situazione - aggiunge la consigliera - la necessità di
una gestione nazionale delle emergenze, portando l'esperienza del
Friuli alla costituzione e alla nascita della moderna Protezione
Civile, colonna portante della sicurezza nazionale e che hanno
reso questo modello, il Modello Friuli, un esempio internazionale
di rinascita".
"Oggi ricordiamo quei frammenti di memoria come momenti che ci
sembrano così lontani nel tempo e allo stesso tempo così prossimi
e così radicati nei nostri cuori. Giorni e poi mesi e anni che
hanno consegnato alla storia l'abnegazione e l'impegno di tanti
amministratori, sanitari, Forze dell'Ordine, ma soprattutto
uomini e donne, ovvero cittadini - conclude Pellegrino - che
hanno saputo rimboccarsi le maniche e spingersi oltre la
distruzione, la sofferenza, la morte, il terrore, affrontando con
coraggio un evento che i friulani hanno gestito senza divisioni,
né perdite di tempo e con una capacità di concertazione tanto
eccezionale quanto efficace".
ACON/COM/rcm