TAGLIAMENTO. CONFICONI-CELOTTI (PD): SERVE SOLUZIONE SERIA E CONDIVISA
(ACON) Trieste, 8 mag -"Nonostante anni di ipotesi progettuali,
sulla messa in sicurezza del fiume Tagliamento non è ancora stata
trovata una soluzione condivisa, anzi sono emerse ulteriori
criticità a seguito della proposta della traversa a Dignano. Ora
serve una risposta seria, per questo chiediamo alla Giunta di
fare chiarezza su come il capitolato del Docfap tenga insieme
sicurezza idraulica e tutela del patrimonio ambientale,
apparentemente trascurata".
Lo affermano in una nota i consiglieri regionali Nicola Conficoni
e Manuela Celotti (Pd) che, a fronte della pubblicazione del
bando di gara europeo del documento di fattibilità delle
alternative progettuali (Docfap), attraverso un'interrogazione,
chiedono alla Giunta di esprimersi sul relativo capitolato.
"Che gli interventi di messa in sicurezza del fiume Tagliamento
debbano andare di pari passo alla necessaria tutela ambientale,
lo hanno ribadito gli esperti, tra cui il professor Andrea
Rinaldo, anche nel corso dell'ultima audizione, così come le
associazioni che hanno manifestato forti preoccupazioni a seguito
della pubblicazione del bando di gara europeo del documento di
fattibilità delle alternative progettuali (Docfap)", commentano
ancora i due esponenti dem ricordando che "il Tagliamento
rappresenta uno degli ultimi grandi fiumi alpini ancora in gran
parte naturali".
"Proprio per questo - sottolineano - ogni intervento deve essere
valutato con la massima attenzione, privilegiando soluzioni a
basso impatto che, coerentemente con la recente normativa
europea, salvaguardino la connettività del corso d'acqua".
L'interrogazione di Conficoni e Celotti mette in discussione
alcuni aspetti del capitolato del Docfap, a partire da
un'impostazione ritenuta troppo limitata: "La richiesta di
analisi concentrate solo a valle di Dignano rischia di escludere
alternative efficaci su scala più ampia. Quanto ai criteri di
valutazione per l'affidamento dell'incarico, ben 23 punti tecnici
su 85 premiano progettisti con esperienza pregressa in opere
impattanti come casse di espansione, dighe e argini diaframmati,
mentre nessun punto è assegnato su specifiche voci legate ai
principi di multidisciplinarietà ecologica e approcci nature
based".
"Serve un cambio di passo - concludono i consiglieri - per
individuare soluzioni efficaci, sostenibili e condivise, capaci
di garantire sicurezza ai cittadini senza compromettere un
patrimonio ambientale, culturale e identitario unico".
ACON/COM/sm