CASE ATER. BULLIAN (PAT-CIV): REGIONE CAMBI ROTTA SU REQUISITI
(ACON) Trieste, 8 mag - "La Corte costituzionale con la sentenza
70/2026 appena depositata ha stabilito un fondamentale punto
fermo: 'è irragionevole e in contrasto con il principio
d'eguaglianza richiedere, per risultare assegnatari di un
alloggio di edilizia sovvenzionata, la residenza pregressa e
protratta nel territorio regionale'. Credo che questo
pronunciamento faccia chiarezza, intervenendo probabilmente per
la prima volta sul requisito di residenza ridotto a due anni".
Lo afferma in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale
indipendente del Patto per l'Autonomia-Civica.
"Finora - evidenzia Bullian - le più note sentenze della Corte
costituzionale sul punto intervenivano contro la norma bandiera
leghista, già più volte demolita, dei 5 anni di residenza
richiesti per accedere all'edilizia sovvenzionata e avevano
riguardato le leggi regionali di Veneto, Lombardia e Marche.
Vicersa, sulla legge regionale del Friuli Venezia Giulia la
Consulta interviene anche su tempistiche di residenza che erano
già state più che dimezzate a due anni".
"Nell'odierna intervista, l'assessore regionale competente,
Cristina Amirante - spiega l'esponente di Centrosinista -,
conferma che sono due anni che stanno lavorando a una nuova legge
che abroghi la precedente Lr 1/2016. L'aspetto che non fa però
emergere minimamente è che il disegno di legge che è appena stato
presentato dalla Giunta regionale il 24 aprile 2026 contiene
all'articolo 23 i requisiti minimi delle persone fisiche: quello
sulla residenza è identico a quello appena dichiarato illegittimo
dalla Corte costituzionale".
"Ciò significa - evidenzia il consigliere - che nella proposta
della Giunta si riconferma la richiesta di due anni di residenza
per l'accesso all'edilizia sovvenzionata, passaggio normativo che
dovrà essere completamente riscritto alla luce dell'attuale
sentenza della Corte Costituzionale".
"Segnalo peraltro che - aggiunge Bullian -, per altre forme di
edilizia come quella agevolata, permangono addirittura il
requisito dei 5 anni sia nella legge regionale in vigore (1/2026)
che nel disegno di legge della Giunta regionale (80/2026).
Crediamo sia giunto il momento di superare anche questo
paradosso, sul quale la Corte Costituzionale non si è ancora
espressa".
"Infatti - continua Bullian -, il disastroso bilancio demografico
e le richieste di manodopera dal mondo produttivo (spesso
accompagnate da una sempre maggiore disponibilità allo
spostamento) rendono, oltre che ingiusto e incostituzionale,
davvero inutile e persino dannoso il precedente approccio (limite
pensato contro gli extracomunitari, ma poi applicabile perfino
agli italiani residenti in altre Regioni) che auspico sia
definitivamente superato con la prossima legge regionale
sull'abitare.
"In definitiva, non c'è più degna conclusione su questo argomento
che citare le parole dei giudici della Corte Costituzionale, che
fanno emergere l'importanza e il significato concreto
dell'articolo 3 della nostra Carta fondamentale: 'il requisito
della pregressa e protratta residenza nel territorio regionale è
intrinsecamente irragionevole, perché del tutto non correlato con
la funzione propria dell'edilizia sociale; determina una
ingiustificata diversità di trattamento tra persone che si
trovano nelle medesime condizioni di fragilità; tradisce il
dovere della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e
l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana' ", conclude Bullian.
ACON/COM/sm