SALUTE. CELOTTI (PD): SERVONO CERTEZZE SU MMG PER CASE COMUNITÀ
(ACON) Trieste, 6 giu - "Ora che le Case della comunità
rischiano di arenarsi a causa delle vicende politiche nazionali,
è necessario che il Fvg agisca con forza per garantire l'atteso
rafforzamento della sanità territoriale. L'accordo integrativo è
centrale, ma non possiamo dare per scontata una soluzione che non
sembrerebbe così a portata di mano, dato che a oggi non risulta
che in Fvg si sia risolto il nodo della presenza dei medici di
medicina generale all'interno delle Case della comunità, anzi. Se
non riusciamo a risolvere questa questione ci potremmo ritrovare
con strutture prive di quel radicamento territoriale necessario a
rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Manuela Celotti
(Pd) commentando i nodi in Parlamento sulla riforma dei medici di
medicina generale e in particolare sui riflessi che riguardano le
Case della comunità.
"A riguardo - si legge nella nota - la consigliera ha presentato
alla Giunta un'interrogazione per chiarire, nell'ambito della
Case della comunità, quali siano i compensi previsti per i medici
di medicina generale (mmg) e le possibili ricadute sull'adesione
al modello organizzativo territoriale".
"Lo scorso anno - osserva Celotti -, anche se con notevole
ritardo, in Friuli Venezia Giulia si è affrontato il tema delle
modalità organizzative e dei compensi da riconoscere ai medici
per l'attività da svolgersi nelle Case della comunità, con la
previsione di una remunerazione di 60 euro l'ora. A fronte di
questo, però, l'avviso pubblicato da Asufc per l'impiego dei mmg
nelle Case della Comunità prevederebbe che le prime quattro ore
settimanali di attività aggiuntiva siano remunerate in misura
pari a circa 39-40 euro lordi all'ora, circostanza che starebbe
generando malcontento e preoccupazione tra i professionisti
interessati, e che certo non incentiva le disponibilità ad una
presenza nelle nuove strutture".
"Questa situazione - aggiunge la consigliera dem - se confermata,
non va certo nella direzione di aumentare l'attrattività delle
Case della comunità per i medici di medicina generale, che invece
deve essere un obiettivo politico prioritario".
"Se questi - conclude Celotti - sono i primi atti
dell'applicazione del contratto integrativo regionale, allora
fossi nell'assessore sarei molto meno fiduciosa che la nostra
Regione possa ristrutturare la sanità territoriale a prescindere
da quello che avviene a Roma".
ACON/COM/rm