CASA. BULLIAN (PAT-CIV): ATER PEGGIORANO, SPECIE A TRIESTE E GORIZIA
(ACON) Trieste, 9 giu - "La vera questione non è tanto
l'aggiornamento normativo in corso con il ddl 80 sulle politiche
abitative, ma che la situazione gestionale delle Ater non tende
al miglioramento, anzi peggiora progressivamente. Questo è quanto
emerge dalla relazione della Direzione regionale alle
Infrastrutture e Territorio; ancora una volta, Ater Gorizia e
Ater Trieste risultano le peggiori per numero di alloggi sfitti".
Lo dichiara in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale
indipendente del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.
"I dati possono essere messi a confronto con quelli degli anni
precedenti. Nel 2020, nella sola provincia di Gorizia 736 alloggi
su 4.735 non erano locati (15,54%), mentre nella provincia di
Trieste - dettaglia Bullian - erano 1.951 su oltre 12.316
(15,84%). In sostanza, in pochi anni la percentuale del
patrimonio inutilizzato degli alloggi Ater è peggiorata di 6-7
punti percentuali. All'epoca Pordenone si distingueva per
risultati migliori, rappresentando un esempio virtuoso: solo il
5% degli alloggi risultava non locato (135 su 3.809). La
situazione si è aggravata in tutte le province. A fine 2025 si
registra un significativo aumento degli alloggi sfitti: Ater
Gorizia conta 1.003 alloggi non locati su 4.689 (21,39%), mentre
Trieste arriva a 2.732 su 12.254 (22,29%). Pordenone, resta
comunque la realtà più virtuosa rispetto alle altre province
(6,11%)".
"Resta, infatti, un dato estremamente preoccupante: nella
provincia di Gorizia - evidenzia ancora il consigliere - un
alloggio su cinque continua a rimanere sfitto e ciò rappresenta
una falla concreta nella capacità di dare risposta ai bisogni
abitativi del territorio. Viene da chiedersi se il modello di
gestione aziendale di Ater finora adottato sia davvero in grado
di produrre risultati efficaci".
"A fronte di migliaia di alloggi inutilizzati (oscillanti
stabilmente fra i 4mila e i 5mila), continuano infatti ad
allungarsi le liste d'attesa di famiglie (oltre 8mila) che
necessitano di una casa. Si crea così un cortocircuito evidente
tra domanda e offerta pubblica, che richiede un cambio di passo
deciso e che auspichiamo arrivi prima possibile. Perché i dati
dimostrano - aggiunge l'esponente indipendente regionale - che
nell'ultimo quinquennio la situazione complessiva è rimasta
stantia nonostante gli annunci di investimenti e riforme e dunque
l'azione dell'amministrazione regionale è stata irrilevante, con
risultati addirittura in peggioramento, stando alle statistiche
ufficiali".
"Infine - chiude Bullian - esistono Comuni ad alta tensione
abitativa, come Monfalcone, che meriterebbero un Piano ad hoc di
edilizia pubblica. Investire prioritariamente nelle aree in cui
le fragilità abitative sono più acute deve essere la norma".
ACON/COM/rcm