CASA/5. FINE DISCUSSIONE GENERALE: BULLIAN-COSOLINI-CELOTTI-MORETTI
Amirante: punti cardine sono diritto all'abitare, rigenerazione
urbana e rafforzamento concetto città pubblica
(ACON) Trieste, 9 giu - Il tema della gestione degli alloggi
Ater non assegnati, l'accesso alla casa per studenti e
lavoratori, il ruolo delle agenzie sociali per l'abitare e la
necessità di una visione più innovativa rispetto a quella
proposta dal provvedimento, sono stati al centro degli ultimi
quattro interventi dei consiglieri regionali - Enrico Bullian
(Pat-Civ) e i dem Roberto Cosolini, Manuela Celotti e Diego
Moretti - nella discussione generale del ddl sulle politiche
abitative, che si è chiusa con l'intervento dell'assessore
regionale a Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante.
BULLIAN ha puntato l'attenzione sull'elevato numero di alloggi
pubblici non locati, in particolare nelle province di Trieste e
Gorizia, sottolineando "la necessità di migliorare l'efficienza
gestionale delle Ater. Sapere che un alloggio ogni cinque non
viene utilizzato e che i tempi di riassegnazione superano i
quattro anni e mezzo pone una questione specifica che richiede un
intervento prioritario".
Per COSOLINI, il testo rappresenta "una base di partenza ma non
ancora una risposta adeguata alle nuove dinamiche del mercato
abitativo". Il consigliere ha richiamato soprattutto il tema
dell'alloggio per gli studenti universitari. "Il diritto alla
casa è diventato un fattore decisivo per l'attrattività delle
università della regione. Oggi il costo delle abitazioni rischia
di compromettere questa capacità attrattiva".
Anche CELOTTI ha giudicato insufficiente la portata della
riforma, auspicando un vero piano straordinario sull'abitare.
"Cinquemila alloggi pubblici sfitti e oltre 170 mila abitazioni
private non utilizzate - ha sottolineato Celotti - richiedono
una strategia molto più ambiziosa. Questa legge aggiorna il
sistema, ma non affronta fino in fondo le questioni politiche più
urgenti".
Critico pure MORETTI, che ha riconosciuto il valore dell'impianto
normativo del 2016 ma ha evidenziato "una mancanza di innovazione
nell'attuale revisione. Potevamo sfruttare questa occasione per
un aggiornamento più coraggioso. Vediamo poca innovazione e
alcune questioni fondamentali, dal coordinamento territoriale
alla governance delle Ater, meritavano maggiore attenzione".
Nelle conclusioni del dibattito generale, AMIRANTE ha difeso
l'impianto del disegno di legge, sottolineando come "il
provvedimento rappresenti solo uno degli strumenti di una
strategia più ampia che comprende anche la revisione della
normativa urbanistica regionale".
L'assessore ha evidenziato i tre pilastri della nuova
impostazione: "il diritto all'abitare, la rigenerazione urbana e
il rafforzamento del concetto di città pubblica, nella quale
l'edilizia residenziale torna a essere un elemento strutturale
della pianificazione territoriale".
Rispondendo alle richieste di un piano straordinario
sull'emergenza abitativa, Amirante ha ricordato gli ingenti
investimenti già stanziati dalla Regione per il sistema Ater e
per il recupero degli alloggi sfitti. "Dal 2019 al 2026 - ha
ricordato - abbiamo destinato alle Ater 270 milioni di euro,
credo che questo possa essere definito un piano straordinario".
Sul tema della sovvenzionata - ha concluso Amirante - abbiamo
previsto con questa legge la possibilità che il patrimonio delle
Ater e dei Comuni in edilizia sovvenzionata possa essere
trasformate in convenzionata in modo da poter dare risposte al
bisogno della cosiddetta fascia grigia, che non rientra nei
requisiti dell'edilizia sovvenzionata ma fatica ad accedere al
mercato privato, dei lavoratori con contratto sul territorio
regionale, senza essere residenti, e degli studenti.
5 - segue
ACON/RM-fc