FAUNA. CAPOZZI (M5S): CEMENTO ARGINI LEDRA, CAPRIOLO SALVO GRAZIE VVF
(ACON) Trieste, 10 giu - "L'animale, scivolato nel canale Ledra
per abbeverarsi, non è più riuscito a risalire autonomamente gli
argini del corso d'acqua, ritrovandosi così in una situazione di
grave pericolo. Un episodio che, solo grazie alla pronta
segnalazione da parte di un passante e al tempestivo intervento
dei Vigili del Fuoco, si è fortunatamente concluso senza
conseguenze irreparabili per la sfortunata cerva ma che, al tempo
stesso, richiama nuovamente l'attenzione su una problematica
sempre più evidente sul nostro territorio".
La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle)
torna nuovamente sul tema ambientale e faunistico a lei così
caro, prendendo spunto dall'episodio odierno dall'epilogo
fortunatamente positivo che ha visto l'annegamento evitato per un
soffio di un esemplare di cervo femmina nel tratto di Ledra che
bagna San Vito di Fagagna.
"Ormai da tempo - ricorda l'esponente pentastellata in una nota
stampa - stiamo ponendo all'attenzione pubblica quanto accade
lungo canali e rogge della pianura friulana, quale inevitabile
conseguenza della progressiva cementificazione degli argini. Un
intervento promosso dal Consorzio di Bonifica della Pianura
Friulana con il dichiarato obiettivo di aumentare la sicurezza
idraulica, prevenire fenomeni di esondazione e rafforzare la
resilienza dell'agrosistema irriguo, favorendo una gestione più
efficiente della risorsa idrica".
"Non possiamo tuttavia ignorare gli effetti che questi interventi
stanno producendo sugli ecosistemi locali. La sostituzione delle
sponde naturali con superfici artificiali - precisa Capozzi -
compromette infatti habitat preziosi per numerose specie animali
e vegetali, riducendo la biodiversità e alterando gli equilibri
ambientali".
"Uno dei timori più volte espressi da associazioni ambientaliste
e cittadini, dunque, anche oggi ha preso inevitabilmente forma
concreta: un animale selvatico - sottolinea la rappresentante del
M5S - è rimasto intrappolato senza alcuna possibilità di trovare
un punto di risalita lungo un tratto caratterizzato da sponde
artificiali e prive di vie di fuga. L'annegamento del capriolo è
stato scongiurato solo grazie al suo istinto di sopravvivenza nel
lottare contro la corrente che lo trascinava via e, ovviamente,
alle competenze dei Vvf all'altezza di Molin Nuovo che poi lo
hanno immediatamente liberato nel suo ambiente naturale".
"Chiediamo pertanto - conclude Capozzi con un auspicio - che
venga avviata una riflessione seria sull'impatto ambientale di
questi interventi".
ACON/COM/rcm