CLIMA. PELLEGRINO (AVS): SERVE POLITICA LUNGIMIRANTE SU ACCUMULO ACQUE
(ACON) Trieste, 11 ago - "Di fronte all'emergenza climatica,
alle ondate di calore e ai gravi episodi siccitosi che mettono in
ginocchio il Friuli Venezia Giulia, la risposta della maggioranza
di Centrodestra regionale e del Consorzio di bonifica pianura
friulana consiste nell'ennesimo assalto predatorio ai fragili
ecosistemi del territorio, in primis sul più importante bacino
idrico naturale della nostra regione: il prezioso e già
abbondantemente saccheggiato lago di Cavazzo. È inaccettabile la
richiesta pressante da parte della direzione regionale e del
consorzio sul ministero, per realizzare al più presto il canale
derivatorio che preleva acqua dal lago per portarla in pianura
per uso irriguo e idroelettrico, ignorando la naturalità del
bacino e la salute delle comunità locali."
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino, di
Alleanza Verdi e Sinistra, che prosegue: "Il lago di Cavazzo è
già da decenni oggetto di sfruttamento a causa del funzionamento
della centrale idroelettrica di Somplago che, gettando le acque
turbinate direttamente nel lago, lo sottopone a permanenti
alterazioni di portata e variazioni termiche. Ci tengo a
precisare che il progetto del canale derivatorio che prende acqua
dal lago per portarla in pianura, calato dall'alto e finalizzato
a usi industriali, giace nei cassetti del ministero da decenni e
più volte è stato rigettato. Oggi ancor di più, perché ignora il
Piano regionale di tutela delle acque".
"Per contro - così ancora Pellegrino - c'è un'opera che
attendiamo e che è davvero necessaria: ovvero realizzare al più
presto il bypass che canalizzi le acque di espulsione della
centrale per evitare che vadano a immettersi direttamente nel
lago. Tutto questo restituirebbe la giusta naturalità all'invaso,
così come richiesto a gran voce dai comitati locali e dalla
direttiva europea. Ed è esattamente quello che ha chiesto anche
il Consiglio regionale il 23 aprile 2024 approvando la mozione
76, a mia prima firma, dal titolo 'La Regione approfondisca le
valutazioni relative alla valvola di regolazione del bypass delle
acque scaricate dalla centrale di Somplago e quant'altro ritenuto
necessario per la precisa individuazione degli interventi di
mitigazione degli impatti della centrale stessa al fine della
rinaturalizzazione del lago di Cavazzo'".
"La Regione Fvg, nonostante la sua grandissima ricchezza d'acqua,
deve dotarsi quanto prima di un piano strategico per l'accumulo
della risorsa idrica per garantire l'approvvigionamento nei
periodi di siccità, e nel contempo rispettare la natura. Ogni
intervento deve allinearsi rigorosamente alle direttive nonché al
regolamento europeo Nature Restoration Law' che vincola i Paesi
membri, anche l'Italia nonostante il voto contrario in sede di
approvazione, a dotarsi di normative finalizzate al ripristino
della natura, entro il luglio 2026. Serve - sottolinea ancora
l'esponente rossoverde - una programmazione lungimirante e la
progettazione di invasi per un accumulo diffuso finalizzato a
raccogliere l'acqua piovana nei periodi di abbondanza. Bene ha
fatto il presidente del Consorzio pianura isontina, Enzo
Lorenzon, che ha evidenziato come l'acqua vada raccolta e
conservata quando è disponibile, ad esempio sfruttando cave
dismesse per creare bacini di accumulo, anziché continuare a
depredare gli habitat naturali protetti".
"Non è più pensabile che si strumentalizzi la crisi climatica per
giustificare opere invasive che danneggiano ulteriormente il
patrimonio naturale, bene unico e non negoziabile. Assecondare la
logica dello sfruttamento immediato - continua la consigliera di
Opposizione - significa compromettere in modo irreversibile il
futuro ambientale e paesaggistico di una regione che deve la sua
bellezza proprio all'uso intelligente della risorsa idrica. È
sempre più evidente, viste le pressioni costanti da parte dei
soggetti interessati, che quest'opera non serva per
l'irrigazione, già garantita dal bacino dell'Ambiesta, ma
piuttosto per alimentare le centrali idroelettriche sui canali
posti a valle del lago. Si sa che l'acqua raccolta e ferma negli
invasi non dà gli stessi cospicui introiti rispetto a quella
corrente generata dai canali derivatori".
"Ricordiamo che il Tribunale superiore delle acque pubbliche di
Roma esaminerà, a febbraio 2027, i ricorsi contro il canale
derivatorio del Consorzio di bonifica pianura friulana. Si tratta
di un'opera da 105 milioni di fondi pubblici, giudicata inutile e
impattante, che ha raccolto la contrarietà unanime dei comuni
locali e dei 27 sindaci della Carnia. Chiedo ancora una volta
alla Giunta regionale - conclude Pellegrino - di cambiare rotta:
renda immediatamente eseguibile la mozione 76, ascolti i
cittadini e quelle forze politiche che da anni si impegnano a
proporre azioni per una vera transizione ecologica della gestione
idrica".
ACON/COM/rcm