SALUTE. CAPOZZI (M5S): FISIOTERAPISTI CHIEDONO NORME DI 10 ANNI FA
(ACON) Trieste, 11 ago - "Il fisioterapista di famiglia e
l'accesso diretto alle prestazioni di fisioterapia sono due
proposte avanzate dal Movimento 5 Stelle nel 2014, durante
l'approvazione della riforma Serracchiani-Telesca. Ma non vennero
accolte dall'allora maggioranza. Oggi, che vengono richieste a
gran voce dall'Ordine professionale, la maggioranza colga
l'occasione per garantire quei benefici che sono stati negati ai
cittadini per dodici anni. Anche l'approvazione dell'emendamento
M5S, con cui è stata introdotta nel nostro sistema sanitario
regionale la figura del fisioterapista di famiglia e di comunità,
è rimasta solo sulla carta dal 2019. L'ennesima occasione persa
per alleggerire la pressione sulle nostre strutture ospedaliere".
Così in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle) "ricorda - si legge - le proposte della
propria forza politica durante le ultime tre legislature".
"Leggere - osserva Capozzi - che il report Accesso diretto alle
prestazioni di fisioterapia: evidenze scientifiche e riferimenti
normativi della Fondazione Gimbe, finanziato dall'Ordine dei
fisioterapisti del Piemonte e della Valle d'Aosta, conferma
quelli che possono essere i benefici per gli utenti del Servizio
sanitario, è motivo d'orgoglio per averlo proposto una dozzina di
anni fa".
"Per il fisioterapista di famiglia - continua l'esponente delle
Oppozioni - c'è qualche spiraglio all'interno delle Case di
comunità, ma tale figura va inserita stabilmente nell'équipe
multiprofessionale di base della Casa della Comunità, accanto al
medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta e
all'infermiere di famiglia e comunità, come previsto dal Decreto
ministeriale 77/2022, seguendo l'esempio della Regione Toscana,
che ha già deliberato delle linee di indirizzo organizzative in
tal senso".
"Adesso - conclude Capozzi - bisogna fare un passo ulteriore:
mettere in pratica l'altra proposta avanzata nel 2014,
implementare i percorsi di accesso diretto al fisioterapista,
senza alcun passaggio al pronto soccorso e in collaborazione con
il medico di medicina generale. Secondo il report Gimbe e
l'ordine professionale si ridurrebbero così da 740 a 300 euro i
costi medi per episodio di cura, ma soprattutto si ridurrebbero
di un terzo i tempi di attesa, da 36 a 12 giorni, senza alcun
aumento di eventi avversi né differenze significative negli esiti
clinici rispetto al modello tradizionale".
ACON/COM/rm