ASSESTAMENTO BIS. CAPOZZI (M5S): POCA ATTENZIONE A BISOGNI COMUNITÀ
(ACON) Trieste, 16 ott - "Ho espresso voto contrario a questo
disegno di legge, pur riconoscendo che al suo interno vi sono
anche alcuni interventi condivisibili. La nostra posizione di
dissenso, infatti, non riguarda necessariamente ogni singola
misura contenuta nel provvedimento, quanto piuttosto la sua
impostazione complessiva e il modo in cui si sceglie di
intervenire sulle criticità della nostra regione".
La consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), al
termine delle due giornate consecutive di Aula dedicate all'esame
del disegno di legge 95 "Misure finanziarie multisettoriali
2026", conferma le sue forti perplessità nei confronti dei
contenuti della norma.
"Ci troviamo di fronte a un ddl multisettoriale - aggiunge
l'esponente pentastellata in una nota stampa - che modifica
svariate normative e interviene su numerosi ambiti, spesso
attraverso aggiustamenti puntuali, rifinanziamenti e modifiche
specifiche. Tuttavia, riteniamo che oggi il nostro territorio
abbia bisogno di qualcosa di più: scelte capaci di affrontare
alla radice i problemi che cittadini e comunità si trovano ad
affrontare ogni giorno".
"Possiamo anche vedere con favore - precisa Capozzi -
provvedimenti come quello relativo all'istituzione di un tavolo
regionale per le dipendenze. Un tema, quest'ultimo,
particolarmente importante, soprattutto per quanto riguarda il
fenomeno della ludopatia".
"Tuttavia, la nostra contrarietà - sottolinea la rappresentante
del M5S - è rivolta a un modo di intervenire che non condividiamo
e che, a nostro avviso, non risponde in maniera sufficientemente
alle esigenze del territorio. Crediamo che la Regione Friuli
Venezia Giulia debba fare di più e, soprattutto, che debba farlo
in modo diverso, mettendo al centro i bisogni delle persone, la
qualità dei servizi pubblici e l'efficacia delle scelte compiute".
"Il tema più evidente - prosegue l'intervento di Capozzi, già
esplicitato nell'emiciclo di piazza Oberdan a Trieste in sede di
dichiarazione di voto - è quello della sanità. Non è sufficiente
aumentare le risorse, se poi il sistema non riesce a garantire
risposte adeguate e tempestive ai cittadini. Le liste d'attesa,
le difficoltà di accesso alle prestazioni e la necessità di
rafforzare i servizi rappresentano questioni che richiedono
interventi concreti e una verifica costante dell'efficacia delle
risorse investite".
"Proprio per questo motivo - rimarca ancora - abbiamo presentato
emendamenti che miravano a migliorare il provvedimento,
proponendo, tra le altre cose, di ampliare l'offerta delle
prestazioni sanitarie anche nei fine settimana e nelle fasce
orarie serali, così da contribuire alla riduzione delle liste
d'attesa e facilitare l'accesso alle cure".
"Siamo intervenuti - dettaglia Capozzi - anche per porre fine ad
un'autentica ingiustizia: ovvero, l'abolizione dell'adeguamento
Istat dei vitalizi degli ex consiglieri regionali, perché
riteniamo che l'equità e la responsabilità nell'utilizzo delle
risorse pubbliche debbano essere criteri validi per tutti.
Soprattutto in una fase in cui tante famiglie affrontano
l'aumento del costo della vita e difficoltà economiche
significative. Evidentemente, però, questa non costituisce una
priorità per tutti".
"Queste proposte dimostrano che la nostra posizione - ribadisce
la consigliera pentastellata - non è stata una semplice
opposizione pregiudiziale. Non ci siamo limitati a evidenziare
ciò che non funziona ma, al contrario, abbiamo cercato di
avanzare soluzioni concrete, nella speranza che potessero essere
accolte e tradotte in interventi utili per i cittadini".
"Il punto, però, resta politico - conclude Capozzi - e riguarda
il metodo con cui si governa e si decide di affrontare i
problemi. Noi avremmo certamente scelto un'impostazione diversa:
più orientata delle comunità".
ACON/COM/sm