TRATTATO CAMPOFORMIDO. BORDIN: DALLA STORIA LEZIONI PER IL PRESENTE
(ACON) Codroipo , 17 ott - Conoscere la storia per comprendere
il presente, custodire la propria identità e costruire un dialogo
fondato sul rispetto delle diverse culture. È il messaggio del
presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
Mauro Bordin, intervenuto a Villa Manin di Passariano alla
commemorazione del Trattato di Campoformido, nell'anno del
trecentesimo anniversario della nascita di Lodovico Manin, ultimo
doge della Repubblica di Venezia.
"La storia la leggiamo, cerchiamo di capirla e interpretarla, ma
è anche bello poterla vivere attraverso esperienze come questa -
ha affermato Bordin, complimentandosi con gli studenti e gli
insegnanti per il lavoro svolto -. Ascoltando i vostri
interventi, è naturale confrontarsi con la situazione odierna,
con i rapporti tra gli Stati e tra le grandi potenze. Ricordare
questi avvenimenti diventa così un'occasione per riflettere anche
sulle responsabilità del presente".
La cerimonia, alla presenza dell'amministrazione comunale di
Codroipo e del presidente dell'Agenzia regionale per la lingua
friulana (Arlef), Eros Cisilino, ha coinvolto due classi prime e
una seconda della locale scuola secondaria di primo grado "G.
Bianchi". L'iniziativa didattica "Serenissima Euroregione",
curata dal professor Alberto Travain con la collaborazione dei
colleghi, ha portato gli studenti a ripercorrere le vicende della
Serenissima attraverso un Maggior Consiglio studentesco, nella
ricorrenza del trattato del 17 ottobre 1797.
"Questa giornata ci ricorda l'importanza di lavorare insieme per
custodire i nostri valori, la nostra identità, la lingua e la
cultura - ha proseguito il presidente del Consiglio regionale -.
Siamo convinti che la ricchezza del mondo risieda nella
diversità: l'omologazione, al contrario, rischia di far perdere
il senso di appartenenza. Abbiamo quindi il compito di mantenere
vive le radici che hanno contribuito a rendere forte e ricca la
nostra regione e di trasmetterle alle nuove generazioni".
Una responsabilità che, per Bordin, riguarda anche il rapporto
con chi arriva in Friuli Venezia Giulia. "Questo amore per la
nostra terra va trasmesso anche a chi viene a vivere qui.
Rispettiamo le tradizioni di ciascuno e chiediamo attenzione per
la nostra storia e la nostra identità, affinché chi arriva possa
conoscerle e iniziare a farne parte".
Il presidente ha quindi richiamato l'esperienza dell'emigrazione
friulana. "Tanti nostri corregionali sono partiti per dare un
futuro alle proprie famiglie. Si sentono profondamente legati ai
Paesi che li hanno accolti e, allo stesso tempo, mantengono un
rapporto forte con la terra d'origine. È un'esperienza che ci
insegna come appartenenza e integrazione possano convivere. Dalle
singole culture e dal rispetto reciproco nasce quella diversità
che costituisce la forza del mondo".
ACON/AD-sm