MIGRANTI. CAPOZZI (M5S): INACCETTABILI RESTRIZIONI A VOLONTARI TS
(ACON) Trieste, 19 ott - "La propaganda non può e non deve mai
prevalere sull'umanità. Garantire assistenza non significa
certamente favorire l'immigrazione irregolare".
Non ha dubbi la consigliera regionale Rosaria Capozzi (M5S) nello
stigmatizzare "chi esulta per le restrizioni disposte dalla
Questura di Trieste all'attività dei volontari in piazza Libertà
durante il fine settimana".
"Riteniamo inaccettabile - aggiunge l'esponente pentastellata in
una nota stampa - che l'assistenza alle persone più fragili
diventi terreno di scontro politico e che, ancora una volta, la
propaganda finisca per prevalere sui principi fondamentali di
umanità e solidarietà. Distribuire un pasto, offrire una coperta,
prestare cure e garantire un minimo di dignità a chi vive in
condizioni di estrema precarietà non significa favorire
l'immigrazione irregolare. Significa, invece, rispondere a
bisogni concreti, riconoscendo che nessuna persona può essere
privata della propria dignità, indipendentemente dalla sua
provenienza o dalla sua condizione giuridica".
"Confondere deliberatamente l'assistenza umanitaria con il
sostegno all'immigrazione irregolare - prosegue Capozzi -
costituisce una semplificazione pericolosa, che alimenta paure e
divisioni senza affrontare le cause reali dei fenomeni migratori.
Chi oggi sostiene queste restrizioni come una risposta risolutiva
ai problemi della città sembra piuttosto cavalcare un tema che,
in una fase già segnata dalla competizione politica, rischia di
trasformarsi in uno strumento di propaganda elettorale".
"Si continua a ripetere il mantra degli immigrati come persone
pericolose - continua l'esponente pentastellata -, salvo poi
considerarli una risorsa indispensabile quando le imprese, le
fabbriche e numerosi settori produttivi non riescono a trovare
personale. È una contraddizione evidente: si invoca la chiusura
quando si parla di diritti e assistenza, ma si riconosce il
valore del lavoro degli stranieri quando occorre rispondere alle
esigenze del sistema economico".
"Lasciare le persone senza cibo, riparo o cure non risolve il
fenomeno migratorio, non rafforza la sicurezza e non migliora la
convivenza. Al contrario, rischia di aumentare l'esclusione
sociale e di rendere più difficili i percorsi di integrazione e
di gestione del fenomeno. Sia chiaro: i flussi migratori devono
essere governati, con regole certe e politiche efficaci. Ma
governare - specifica ancora la rappresentante del M5S - non
significa abbandonare, così come garantire assistenza non
significa rinunciare al rispetto delle leggi".
"Occorre - osserva Capozzzi - quindi riformare profondamente il
sistema degli ingressi per lavoro, superando i limiti della legge
Bossi-Fini e il meccanismo dei click day. Sono necessari una
programmazione stabile e coerente con i fabbisogni occupazionali
reali, canali di ingresso accessibili e trasparenti, nonché
strumenti efficaci per contrastare lo sfruttamento lavorativo, il
caporalato e ogni forma di ricatto nei confronti dei lavoratori
stranieri".
"Per le persone che necessitano di protezione internazionale,
invece, è necessario rafforzare i corridoi umanitari e promuovere
percorsi di accoglienza e protezione in strutture situate in
Paesi sicuri, sotto responsabilità e supervisione delle Nazioni
Unite, nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti
fondamentali. Trieste - evidenzia ancora la nota - ha bisogno di
politiche serie, non di contrapposizioni strumentali. Ha bisogno
di sicurezza, ma anche di responsabilità, solidarietà e buon
senso. Le istituzioni devono garantire il rispetto delle regole
senza trasformare chi presta soccorso in un problema da
contenere".
"Chiediamo pertanto - conclude Capozzi - che venga garantita la
possibilità per i volontari di continuare a svolgere la propria
attività umanitaria, nel rispetto delle disposizioni
legittimamente previste, evitando restrizioni che finiscano per
ostacolare interventi essenziali a sostegno delle persone più
vulnerabili".
ACON/COM/sm