TAGLIAMENTO. CAPOZZI (M5S): BONTÀ PROPOSTE SLEGATA DA COLORE POLITICO
(ACON) Trieste, 21 ott - "A quanto pare, in Friuli Venezia
Giulia una proposta vede modificato il suo valore non in base
alle pur concrete ragioni che la sostengono ma, piuttosto, in
relazione al soggetto che la presenta. Se la chiediamo noi,
perciò, vene dipinta come una fissazione. Se, invece, la impone
il ministero dell'Ambiente, diventa una reale necessità".
Il futuro del fiume Tagliamento e la sicurezza delle aree da esso
bagnate continuano ad essere presenti tra le tematiche portate
avanti dalla consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5
Stelle) che, in una nota, rileva come "il decreto ministeriale
che impone la Valutazione ambientale strategica (Vas) per il
nuovo Piano di gestione del rischio alluvioni delle Alpi
Orientali 2027-2030 riapra una questione che avevamo sollevato
nel mese di aprile 2024 con una mozione bocciata dalla
Maggioranza in occasione del Piano precedente".
"Già allora avevamo evidenziato la necessità di valutare
preventivamente gli effetti delle scelte progettuali sul
territorio e sull'ecosistema fluviale. Avevamo auspicato quella
stessa valutazione anche allora - ricorda la Capozzi - ma,
evidentemente, quando a sollevare un problema siamo noi, la
risposta è spesso un atteggiamento di sufficienza, se non
addirittura il tentativo di ridicolizzare la proposta. Poi arriva
il ministero, stabilisce la necessità della Vas e improvvisamente
il tema assume tutt'altra rilevanza".
"La sostituzione e l'ampliamento delle opere, con l'introduzione
della traversa laminante, imponevano la procedura di Vas, ma
quella volta - precisa la pentastellata - non venne ritenuta
necessaria. E proprio qui risiede il nodo politico della vicenda:
si è scelto di discutere in merito alle opere da realizzare ancor
prima di ridefinire scientificamente il rischio reale e di
confrontare in modo trasparente le possibili alternative. Si
tratta di un'impostazione che abbiamo contestato e che oggi
merita ancora più attenzione, perché la sicurezza idraulica non
può diventare il pretesto per sottrarre le decisioni a un
confronto serio sulle loro conseguenze. Né può essere ridotta
alla scelta di un'opera da difendere a tutti i costi, prima
ancora di avere chiarito quale sia la soluzione più efficace e
proporzionata".
"La politica dovrebbe avere il coraggio di riconoscere la
fondatezza di un'osservazione anche quando arriva
dall'Opposizione, da un comitato o da chi non si allinea alle
decisioni già prese. Noi non abbiamo bisogno di affermare 'lo
avevamo detto' per il semplice gusto di rivendicare una vittoria.
Tuttavia, sarebbe altrettanto sbagliato fingere che questa
vicenda non evidenzi una contraddizione palese - conclude la
consigliera - nel modo in cui è stata affrontata una questione
così importante per il nostro territorio e i cittadini che lo
abitano, perché la sicurezza di questi corregionali non è una
bandiera da sventolare quando conviene. La serietà di una
proposta non può dipendere dal colore politico di chi la avanza
e, a quattro anni dalla nostra mozione, ciò che risulta più che
mai evidente è il fatto che siamo ancora fermi al palo".
ACON/COM/rcm