SICUREZZA. NOVELLI (FI): IL DISAGIO SOCIALE NON GIUSTIFICA I VIOLENTI
(ACON) Trieste, 21 ott - "Le fantasiose interpretazioni
sociologiche che finiscono per giustificare vandali, violenti e
criminali rivelano una visione distorta della realtà. Cercare
attenuanti per chi, a volto coperto e armato, devasta le strade
di una città e aggredisce le Forze dell'ordine significa
minimizzare la gravità di questi atti e rischiare di
legittimarli. Chi lo fa si assume la responsabilità di alimentare
un'ambiguità pericolosa, che finisce per indebolire il principio
di legalità e il rispetto delle istituzioni". Lo afferma il
consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli,
intervenendo, attraverso una nota stampa, nel dibattito sulla
sicurezza e sui recenti episodi di violenza che hanno interessato
diverse città italiane.
"Trovo francamente preoccupante - ancora Novelli - il tentativo
di ricondurre sistematicamente ogni comportamento violento al
disagio sociale, alle disuguaglianze economiche o alla mancanza
di opportunità. I problemi reali non possono diventare un alibi.
Milioni di giovani crescono in famiglie con difficoltà
economiche, affrontano sacrifici e incertezze sul futuro, eppure
studiano, lavorano, rispettano le regole e non aggrediscono
nessuno. È anche a loro che la politica deve rispetto".
Secondo l'esponente di FI, "continuare a contrapporre sicurezza e
inclusione sociale significa alimentare una dicotomia ideologica
che non risolve alcuna criticità. Servono scuole, opportunità di
lavoro, luoghi di aggregazione e politiche sociali efficaci, ma
servono altrettanto controlli, prevenzione, presenza delle Forze
dell'ordine e certezza delle conseguenze per chi delinque. Non
esiste integrazione autentica senza il rispetto delle regole
comuni".
Prosegue il consigliere azzurro: "Che colpa ha il commerciante
che vede la sua attività distrutta? E due turisti che si trovano
in mezzo alla tonnara dei violenti come possono sentirsi? E tutti
quelli che, all'improvviso, hanno paura a uscire di casa? Non
hanno, forse, diritti? Quali sono le vittime? Chi commette atti
violenti, ruba, spacca, incendia o chi subisce tutto questo?"
"Rafforzare la presenza delle Forze dell'ordine sul territorio -
spiega Novelli - non significa militarizzare le città, ma
restituire ai cittadini quella sicurezza che è parte essenziale
della qualità della vita. Naturalmente bisogna investire
nell'educazione, nella famiglia, nello sport e nelle opportunità
per i giovani. Ma educare significa anche insegnare il valore
della responsabilità individuale, il rispetto dell'autorità e la
consapevolezza che ogni comportamento produce conseguenze".
"Una società che cerca sempre una giustificazione esterna alle
azioni dei singoli rischia di deresponsabilizzare proprio le
nuove generazioni che vorrebbe aiutare", conclude la nota.
ACON/COM/aa