SALUTE. CELOTTI-MORETTI (PD): I TAGLI AI POSTI LETTO RESTANO UN ERRORE
(ACON) Trieste, 24 ott - "Il confronto sulla sanità non può
fermarsi alla teoria: servono dati e risposte concrete su come
vengono assistiti i cittadini. Nessun passo indietro rispetto
alle nostre posizioni: in Friuli Venezia Giulia si è continuato a
tagliare posti letto contro ogni evidenza epidemiologica e
sociodemografica, in disallineamento con gli indicatori
nazionali. Questi numeri descrivono scelte che contestiamo
fermamente e che peraltro non sono state mai esplicitate né
chiarite". Lo affermano in una nota i consiglieri regionali del
Pd Manuela Celotti e Diego Moretti, replicando alle
considerazioni dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, sulla riduzione dei posti letto.
"In Friuli Venezia Giulia, nel silenzio più totale e senza
nessuna trasparenza, è stato chiuso l'equivalente di un ospedale
- ribadiscono Celotti e Moretti - e questo ci porta ad essere,
per numero di ospedali, posti letto e tasso di ospedalizzazione
sotto ogni standard nazionale e molto distanti dalle regioni più
efficienti, che hanno dati molto migliori dei nostri sugli
indicatori che valutano la qualità delle risposte ai cittadini,
come attestato anche in questi giorni da Agenas".
"Si è parlato di accentramento dell'alta specialità, ma intanto
sono stati ridimensionati reparti fondamentali come la medicina
interna e gli ospedali spoke, senza potenziare parallelamente le
cure intermedie. Per noi questo non è efficientamento -
aggiungono i due consiglieri -, ma un disequilibrio che rischia
di lasciare senza risposte appropriate i pazienti".
Il punto, secondo loro, "non è difendere l'ospedale sotto casa,
ma garantire una rete capace di accompagnare le persone nei
diversi bisogni di salute. Prima di ridurre i posti letto
bisognava rafforzare la sanità territoriale, che oggi è in
difficoltà, con migliaia di cittadini senza medico di medicina
generale e le case della comunità che sono ben lontane dall'aver
raggiunto gli obiettivi ministeriali, e le cure intermedie, che
secondo i dati regionali hanno registrato una contrazione dei
posti disponibili e degli accessi. L'assistenza domiciliare da
sola, inoltre, non può sostituire i servizi ospedalieri".
I due dem annunciano quindi "nuove richieste di dati alla
Regione, a partire dal fenomeno del boarding, e cioè dei pazienti
fermati in osservazione anche oltre le 24 ore negli spazi dei
pronto soccorso a causa della indisponibilità di posti letto
negli altri reparti, e dagli accessi ripetuti e ravvicinati al
pronto soccorso per lo stesso problema sanitario, con particolare
attenzione alle persone anziane. La prossimità significa anche
evitare che fragilità e difficoltà organizzative ricadano sulle
famiglie. Una persona anziana che deve affrontare un viaggio da
Resia a Udine per un intervento, o i familiari costretti a
spostarsi per assisterla, raccontano disagi che non si colgono
guardando soltanto gli indicatori".
"Dopo otto anni di governo - concludono - la Giunta deve smettere
di annunciare potenziamenti e deve coincidere a rendicontare le
scelte fatte. Chiediamo di fermare il depotenziamento degli
ospedali spoke e di passare dalle promesse ai fatti sulle cure
intermedie".
ACON/COM/rcm