DIGITALE. CAPOZZI (M5S): PDL PER SVILUPPO SOSTENIBILE DEI DATA CENTER
(ACON) Trieste, 4 nov - "Abbiamo depositato una proposta di
legge regionale per pianificare e regolamentare la realizzazione
e l'ampliamento dei centri di elaborazione dati (data center) in
Friuli Venezia Giulia. Il nostro obiettivo è quello di
accompagnare lo sviluppo delle infrastrutture digitali e
dell'intelligenza artificiale con regole chiare, garantendo al
tempo stesso la tutela del territorio, delle risorse idriche e
della rete energetica regionale".
Lo annuncia, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale
Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) che specifica anche come la
sua Pdl punti "a favorire l'insediamento dei nuovi impianti in
aree industriali dismesse, degradate o sottoutilizzate,
promuovendo la rigenerazione del territorio".
"Particolare attenzione - aggiunge l'esponente pentastellata -
viene inoltre riservata all'utilizzo di energia da fonti
rinnovabili, all'efficienza energetica, al recupero del calore
prodotto e, soprattutto, al risparmio e al riutilizzo dell'acqua,
evitando così il ricorso a risorse idriche destinate al consumo
potabile e all'irrigazione".
"In Friuli Venezia Giulia risultano esistere già otto pratiche
con soluzioni tecniche accettate da Terna, per una potenza
complessiva di 1.445 Megawatt, a cui potrebbero aggiungersi
ulteriori 343. I Comuni interessati della provincia di Udine -
dettaglia Capozzi - sono Campoformido (300 Mw), Carlino (250 Mw),
Pozzuolo del Friuli (250 Mw) e San Giorgio di Nogaro (350 Mw). In
provincia di Pordenone, invece, le richieste pervenute
riguardano quelle da accettare nei Comuni di Caneva (250 Mw) e
Fontanafredda (60 Mw), nonché quelle già accettate in quelli di
San Vito al Tagliamento (20 Mw) e Zoppola (160 Mw). Infine, a
Trieste abbiamo tre proposte accettate nel capoluogo (per 120 Mw
complessivi) e una in attesa di accettazione che interessa il
Comune di Muggia (30 Mw)".
"Numeri importanti, che rendono necessario intervenire -
sottolinea la rappresentante del M5S - con l'obiettivo di
governare un fenomeno destinato a crescere, evitando
concentrazioni eccessive e impatti insostenibili sulle comunità
locali".
"Il fine ultimo - conclude Capozzi, ribadendo la sua posizione -
è quello di favorire in questo modo l'innovazione e gli
investimenti, convinti che lo sviluppo tecnologico debba essere
compatibile con la sostenibilità ambientale e con le esigenze
delle comunità che ospitano questi impianti. Il Friuli Venezia
Giulia deve poter cogliere le opportunità della trasformazione
digitale senza compromettere le proprie risorse e il proprio
territorio".
ACON/COM/sm