ALLUVIONE 1966. PELLEGRINO (AVS): FORNI AVOLTRI, PIÙ CURA TERRITORIO
(ACON) Trieste, 5 nov - "Nel 1966, la furia della natura
travolse Forni Avoltri strappando alla comunità sette vite umane:
il sindaco di allora Riccardo Romanin, insieme ad Augusto ed Ezio
Brunasso, Emilio e Gildo Romanin, Beppino Del Fabbro e Raffaele
Vidale. Quel tragico evento segnò un punto di profonda rottura
per la storia della nostra montagna. Oggi, sotto la spinta del
surriscaldamento globale e dell'accelerazione di eventi
meteorologici sempre più estremi, quella che un tempo chiamavamo
'l'Aga granda' non è più solo un dramma del passato, ma una
minaccia costante con cui convivere".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di
Alleanza Verdi e Sinistra.
"La commemorazione delle vittime - prosegue Pellegrino - di
quella immane tragedia iniziata nel piccolo cimitero del paese,
si è poi conclusa al cinema con gli interventi delle autorità, le
testimonianze e la proiezione di un docu-film con immagini e
filmati d'epoca, capaci di riportare il pubblico indietro nel
tempo, ma dritto al cuore del presente".
Secondo Pellegrino, "il modo migliore per onorare il ricordo di
chi ha perso la vita è quello di attuare azioni concrete sul
piano amministrativo e legislativo: mentre allora la Carnia seppe
rialzarsi grazie a una straordinaria e commovente catena di
solidarietà, capace di superare i confini regionali, oggi la
politica ha il dovere di agire d'anticipo. Non servono grandi
infrastrutture impattanti o la continua cementificazione dei
fondovalle, ma serve una cura minuziosa, costante e quotidiana
del territorio".
"Questo significa - osserva la consigliera - finanziare la
prevenzione del dissesto idrogeologico, tutelare la naturalità
dei corsi d'acqua, supportare attivamente chi presidia le terre
alte e attuare una transizione ecologica radicale per ridurre
drasticamente le emissioni da fonti fossili, perché il solo
ricordo non costituisce una base per progredire".
"Onorare i caduti di Forni Avoltri e i tanti 'angeli del fango'
della Carnia - conclude l'esponente di Avs - significa fare una
scelta di campo netta, ovvero rimettere al centro dell'agenda
politica la sostenibilità e la cura dell'ambiente, garantendo la
sicurezza delle comunità che continuano a vivere e a presidiare
con coraggio la nostra montagna con atti lungimiranti che
salvaguardano il territorio da ulteriori disastri idrogeologici".
ACON/COM/sm