News


CR: programma Tondo, dibattito generale (7)

21.05.2008
17:56
(ACON) Trieste, 21 mag - MPB - Quadro teorico quasi totalmente condivisibile quello delineato dai punti programmatici, per Roberto Asquini (Gruppo Misto) che definisce un passo indietro imprevisto la situazione dell'udinese, che dopo anni di penalizzazioni strategiche da parte di Illy si vede oggi completamente dimenticato, con un vuoto territoriale nella compagine degli assessori, negli organismi consiliari, nell'ufficio di presidenza e in giunta elezioni. E si è espresso criticamente su nomine in Giunta di persone mai elette, per cui manca la condivisione popolare. Il Pdl che dovrebbe sorgere nei prossimi mesi deve offrire elementi di riequilibrio, ha avvertito, perché non è solo un problema di meritocrazia interna, ma è in gioco il valore del voto degli elettori e conseguentemente degli eletti. Ha poi toccato anche aspetti specifici del documento programmatico, indicando come centrale la necessità di introdurre una specialità economica, per ridare competitività territoriale alle aziende che investono in Friuli Venezia Giulia. Si è anche soffermato sul problema delle liste d'attesa, sulla necessità di un piano di scadenze per le opere di grande importanza, per progetti realizzabili in tempi certi, sull'emergenza burocrazia.

Esprime delusione Igor Kocijancic (Sin. Arc.) dopo la rilettura del programma. Per la generalità, perché, tranne alcuni riferimenti specifici, potrebbe andar bene anche per altre regioni e altre epoche. E si dichiara preoccupato per alcuni tratti di oscurantismo culturale e ideologico, non in linea con la realtà, e circa le priorità per lo sviluppo e la sicurezza, che non possono essere la chiusura dei confini e lo sviluppo indiscriminato. Come pure non si può rilanciare i distretti industriali che non si sono adeguati a favore del territorio. Preoccupato anche per quanto riguarda Insiel e la Ferriera, il consigliere si è detto critico per la polemica sul personale e la questione del reddito di base per la cittadinanza: chi dice che è assistenziale non conosce la materia o fa ideologia, ha concluso.

Maurizio Salvador (UDC) concorda su un programma di governo radicato nei valori, che devono rimanere la bussola del lavoro. Quanto all'impegno per la riduzione della costo della politica, importante è non farsi prendere dal populismo. E condivisione deve esserci sulla formula della Statuto di autonomia e il consolidamento delle quattro Province, sull'importanza di governare non sulle comunità ma con il territorio, di valorizzare le province rispetto all'area vasta, di ridefinire la cooperazione fra i comuni, di porre attenzione alle comunità della montagna, anche quella pordenonese. Serve una Regione snella, non come liberazione di incombenze ma per effettiva devoluzione, ha sottolineato, parlando anche di ambiente, legge urbanistica, protezione civile, politiche per la casa e di infrastrutture, comprese A 28, terza corsia e Sequals- Gemona.

Pietro Colussi (IdV-Citt) vuole capire qual è il senso di marcia che si vuole dare alla regione e si chiede come si fa a incentivare le nascite quando si dà una interpretazione della famiglia in controtendenza rispetto altri Paesi. E ha anche espresso l'auspicio che il Friuli Venezia Giulia non rinunci alla visione europeista, posto che l'attenzione pare più rivolta verso Sud Est, ai Balcani e alla Turchia, che all'Euroregione di cui è testa di ponte. A parte la genericità di alcune questioni, colpiscono, secondo Colussi, le omissioni, le cose non dette o trattate elusivamente come Friulia holding, rigassificatori, casse di espansione, risparmio energetico con fonti rinnovabili, valorizzazione dell'ambiente, futuro assetto delle autonomie locali, Insiel, Ferriera. Altro tema omesso è quello del debito regionale, forse perché non c'è nessuna emergenza finanziaria. Non siamo in una situazione sudamericana, ha concluso, perché il debito contratto in questi cinque ha finanziato investimenti importati per crescere.

(segue)