CR: accesso al credito, relatore minoranza Agnola (3)
(ACON) Trieste, 31 gen - MPB - Per il relatore di minoranza
Enio Agnola (Idv) occorre distinguere tra risorse e strumenti. Se
le prime sono misurabili, i secondi sono sempre migliorabili e
adeguabili e sono il vero terreno sul quale l'Aula può dare il
meglio.
Agnola individua nel provvedimento una serie di aspetti
problematici e sottolinea sia che le gestioni separate dei fondi
FRIE, FRIA e FSRICTS hanno generato lo sviluppo di alcuni
strumenti riservandoli solo ad alcune categorie (es. il credito
partecipativo) quando l'esigenza di ricapitalizzazione delle
aziende è universale, e il provvedimento asseconda questa
necessità specie con la sezione per lo sviluppo delle PMI e dei
servizi dove finiranno le dotazioni di FRIA e FSRICTS.
Il sistema così uniformato - fa notare Agnola - dovrebbe essere
in grado di tutelare tutti i soggetti (sostanzialmente suddivisi
per comparti e per dimensione). In realtà, si verifica la
circostanza che il settore industriale mantiene l'esclusività sul
FRIE (condivisa solo con il settore alberghiero e con
l'artigianato di produzione, così come in passato) ma entra a
pieno titolo nel nuovo fondo delle PMI da cui prima era escluso.
La conseguenza di questa nuova condizione potrebbe essere il
rischio che il settore industriale finisca per utilizzare la gran
parte delle risorse a discapito dell'artigianato e del commercio;
occorrebbero quindi forti direttive regolamentari richiamando in
legge elementi di priorità non riservati solo all'imprenditoria
giovanile e femminile ma anche alle imprese di più ridotte
dimensioni.
In questo contesto - avverte Agnola - il settore più a rischio
appare quello del commercio e dei servizi che, che a parte
l'alberghiero, perde una riserva certa di risorse. Altro punto
problematico è quello del Comitato di gestione: l'unificazione
dei fondi di rotazione con l'eliminazione di singoli comitati
pone ai comparti l'esigenza di addizionare al comitato stesso
rappresentanti dei settori artigiano e commercio che così vengono
risarciti dalla perdita dei fondi di rotazione di cui avevano
esclusività. Richiesta che appare legittima, ma che crea la
duplice conseguenza di una altrettanto legittima richiesta del
comparto industriale e la facilmente intuibile farraginosità di
uno strumento essenzialmente tecnico e ispirato da una corretta e
rigorosa tutela delle risorse del fondo.
Problematica anche la modalità con cui affidare il supporto
tecnico, amministrativo e organizzativo al comitato di gestione,
cioè la segreteria. Questo compito, nella norma, verrà affidato
previa gara creando due conseguenze: la prima, che l'attuale
incaricato (banca Mediocredito), interessato da una azione di
ricapitalizzazione da parte della Regione, potrebbe perdere
l'incarico e vedere stravolto il piano industriale; l'altra
conseguenza sarà la possibilità di porre a supporto di uno
strumento strategico una banca con interessi prevalentemente
extraregionali con una potenziale deformazione della concorrenza
tra istituti di credito.
Valuteremo in Aula, in base all'esito degli emendamenti -
conclude Agnola - se convertire in favorevole il voto di
astensione dato in Commissione.
(segue)