Garante e Consulta disabili su regolam. contributi anti barriere
(ACON) Trieste, 3 lug - COM/MPB - Walter Citti, Garante
regionale dei diritti della persona con funzioni di garanzia per
le persone a rischio di discriminazione, e Vincenzo Zoccano,
presidente della Consulta regionale delle associazioni di persone
disabili e delle loro famiglie, hanno sottoscritto congiuntamente
e inviato una lettera all'assessore regionale alla Salute Maria
Sandra Telesca esprimendo un parere su una novità apportata dal
nuovo regolamento di attuazione relativo alle modalità e ai
criteri per la concessione dei contributi per il superamento e
l'eliminazione delle barriere architettoniche nelle abitazioni
civili dove sono residenti persone con disabilità permanenti di
natura fisica, psichica o sensoriale, e chiedendo di valutare la
possibilità di riconsiderare la nuova disciplina.
La questione verte nello specifico su quanto previsto dall'art.
11 c. 3 in base al quale "in caso di decesso del beneficiario, il
contributo concesso può essere erogato agli eredi se i lavori di
eliminazione o superamento delle barriere architettoniche sono
stati realizzati quando il beneficiario era ancora in vita e la
documentazione comprovante la spesa è stata rilasciata prima del
suo decesso".
Garante e Consulta fanno notare che, al contrario di quanto
previsto nel Regolamento precedente, il Comune deve
necessariamente verificare l'esistenza in vita della persona
richiedente, escludendo l'erogazione del beneficio quando il
richiedente sia nel frattempo deceduto dopo la presentazione
della domanda, anche nei casi in cui gli interventi siano stati
nel frattempo già effettuati e il richiedente ne abbia
beneficiato prima del decesso.
A loro giudizio il criterio della permanenza in vita del
richiedente al momento della concessione del contributo da parte
del Comune potrebbe indurre i richiedenti medesimi, in
particolare quelli in età più avanzata e i loro nuclei familiari,
a rinviare la realizzazione degli interventi oggetto della
richiesta di contributo, al momento dell'avvenuta notifica della
concessione del contributo da parte del Comune, che può
intervenire dopo diversi mesi e anche a più di un anno di
distanza dalla presentazione della domanda. A tale comportamento
potrebbero essere indotti in particolare i richiedenti e i
relativi nuclei familiari appartenenti ai ceti sociali più bassi,
per le maggiori difficoltà ad anticipare le spese per la
realizzazione degli interventi assumendosi il rischio che queste
non vengano poi rimborsate per la sopravvenuta scomparsa del
beneficiario nelle more del procedimento.
La norma del nuovo Regolamento potrebbe quindi comportare una
potenziale discriminazione indiretta a svantaggio delle persone
con disabilità e delle loro famiglie appartenenti ai ceti sociali
più bassi, vanificando così l'obiettivo del beneficio
che è quello di stimolare la realizzazione di opere per il più
rapido miglioramento della qualità della vita delle persone con
disabilità.
Comparando le normative nelle altre Regioni, il criterio
introdotto dal nuovo regolamento FVG non pare sia seguito,
prevedendo invece il criterio - più favorevole per i diretti
interessati - della permanenza in vita al momento dell'esecuzione
dei lavori.