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Caregiver: Pd, pdl per rafforzare loro ruolo e creare rete sostegno

15.06.2021
16:31
(ACON) Trieste, 15 giu - "Nelle more di una legislazione organica nazionale, è quanto mai urgente che la nostra Regione, con un utilizzo virtuoso della propria autonomia, proceda a riconoscere formalmente i caregiver familiari, valorizzare il loro ruolo e a costruire attorno a essi e ai loro assistiti una rete di sostegno".

Lo afferma la consigliera regionale Chiara Da Giau (Pd), prima firmataria della proposta di legge 110 per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari, illustrata nel corso di una conferenza stampa insieme al collega Roberto Cosolini e al capogruppo Diego Moretti. "La pdl 110 è stata presentata lo scorso ottobre ma mai discussa in Commissione, perciò è stata richiesta la sua calendarizzazione per la sessione consiliare di fine giugno".

"La cura di anziani e malati all'interno dei contesti familiari - spiega allora la Da Giau - costituisce in molti casi il primo livello di assistenza domiciliare che sopperisce o integra i servizi regionali. Il Friuli Venezia Giulia, seconda Regione in Italia per popolazione anziana, conta migliaia di persone che quotidianamente assistono i propri parenti spesso senza essere conosciute e riconosciute o sostenute nel loro prezioso servizio. Le vicende della pandemia hanno ancor più fatto emergere l'importanza di queste figure".

"L'invecchiamento della popolazione e l'aumento progressivo delle malattie croniche invalidanti hanno portato nel tempo a comprendere la rilevanza sociale del servizio reso dai caregiver, ma non c'è ancora piena contezza dei numeri, mentre il contatto precoce e il tempestivo inserimento nei percorsi di assistenza di tutti costoro, sarebbe essenziale per promuovere quel nuovo modello di welfare che anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) propone doversi basare su un rafforzamento dell'assistenza domiciliare. Per questo proponiamo la codifica di un percorso di censimento e riconoscimento che possa partire dai tanti dati raccolti con le autocertificazioni rese dai caregiver ai fini della campagna vaccinale anti-Covid", affermano Da Giau, Cosolini e Moretti.

"Ci preme sottolineare che il riconoscimento che chiediamo attraverso la nostra proposta non è solo in funzione dei bisogni di cura dell'assistito, ma anche ai bisogni propri del caregiver - così ancora i tre consiglieri -, siano di salute fisica e psicologica o legati alla necessità di conciliare tempi di lavoro, di studio e di vita con quelli dell'assistenza al famigliare, oppure ancora al dover essere introdotto o riaccompagnato nel mondo del lavoro dopo la fine del periodo di assistenza".

Inoltre, sostengono gli esponenti dem, "è necessario non limitare la definizione di caregiver all'essere parenti e conviventi ma contemplare anche la casistica più ampia che le mutate condizioni sociali e di consistenza delle famiglie determina mostrando che spesso a dare da caregiver sono persone non conviventi, i cosiddetti congiunti, cioè persone legate da comprovata relazione affettiva o amicale".

"A fare i caregiver - aggiungono - sempre più numerosi sono anche i giovani che si trovano a svolgere attività di cura mentre ancora sono impegnati negli studi secondari di secondo grado o universitari. In questo caso la necessità è quella di predisporre il terreno affinché possano usufruire della flessibilità di frequenza necessaria. Proponiamo, quindi, che si dialoghi con le autonomie scolastiche e con le università perché a tali studenti siano riconosciuti i diritti come alunni portatori di bisogni educativi speciali, nel caso degli studenti del secondo grado o lo status di studenti lavoratori nel caso degli universitari e perché l'attività di cura consenta loro di acquisire crediti formativi".

"Infine, con la proposta sosteniamo anche il riconoscimento delle competenze acquisite nel contesto informale dell'esperienza di cura - concludono - , affinché queste possano essere spese o per accorciare i tempi del raggiungimento di qualifiche professionali in campo sanitario o educativo o per il rientro nel mondo del lavoro anche grazie a servizi specifici attivati dalla Regione". ACON/COM/rcm



Diego Moretti, Roberto Cosolini e Chiara Da Giau (Pd) alla presentazione della pdl 110