AUTONOMIE. PATTO-CIVICA: MERCOLEDÌ 5/7 DIBATTITO IN SALA PASOLINI A UD
(ACON) Trieste, 3 lug - "Chi ha paura delle autonomie? Oltre il
dibattito sull'autonomia differenziata": è questo il titolo
dell'incontro promosso dal Gruppo consiliare del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg che si terrà alle 18.30 di mercoledì 5
luglio a Udine nella sala Pasolini della sede della Regione
Friuli Venezia Giulia.
All'appuntamento, introdotto da Elia Mioni (Patto-Civica),
interverranno Marco Boato (già parlamentare e componente della
Commissione Affari costituzionali nella XIV legislatura), Danilo
Lampis (portavoce di Sardegna chiama Sardegna), il capogruppo
Massimo Moretuzzo ed Elena Ostanel, consigliera regionale del
Veneto con la lista Il Veneto che Vogliamo.
"In Italia si sta aprendo una nuova stagione di modifiche
costituzionali - spiega l'invito all'incontro - che
riguarderanno, sembra contemporaneamente, riforme in senso
presidenziale del governo e un relativo potenziamento del
regionalismo. Un dibattito non nuovo, che riprende tentativi di
modifica costituzionale già respinti in sede referendaria, ma che
nel prossimo futuro potrebbe invece, se concluso, sancire la fine
di una transizione politica e istituzionale che in Italia,
iniziata negli anni Novanta, sembra non finire mai".
"Non si può non essere attenti a questo dibattito, poiché può
esserne coinvolta la stessa origine costituzionale della
specialità della Regione. Anche e perché, al momento,
l'attenzione sembra rivolta maggiormente alla possibilità di
autonomie differenziate fra le Regioni ordinarie, non ultima il
vicino Veneto. Quest'ultimo aspetto - prosegue l'intervento del
Gruppo Patto-Civica - è solo una delle novità costituzionali
introdotte dalla riforma del 2001, che volle ridisegnare e
ridefinire il sistema delle Autonomie locali mentre era forte nel
nord del Paese una richiesta di secessione. Quella riforma
introduceva l'eliminazione dei controlli preventivi dello Stato
sulle leggi regionali, l'abolizione dei controlli delle Regioni
sugli atti amministrativi di Comuni e Province, uno spazio di
autonomia impositiva per ogni livello istituzionale, funzioni
amministrative ampie ai Comuni, di programmazione alle Province e
più competenze legislative alle Regioni, riformulando anche il
rapporto della procedura legislativa con lo Stato".
"La possibilità che le Regioni potessero chiedere e ottenere
anche ulteriori specifiche potestà differenziate - conclude la
nota - è solo una delle novità della riforma che oggi, però,
sembra essere l'unico aspetto determinante. Il dibattito deve
riprendere le mosse dal complesso di quella riforma ed essere
attualizzato alla luce delle attuali difficoltà, principalmente
finanziarie e gestionali, del sistema delle autonomie locali nel
rispondere ai bisogni delle comunità e dei territori".
ACON/COM/db