SALUTE. PELLEGRINO (AVS): RICCARDI NON DÀ RISPOSTE SU PAY BACK
(ACON) Trieste, 6 lug - "Non c'è niente da fare: l'assessore
Riccardi non intende rispondere alle questioni che gli vengono
poste e considera, spesso con evidente ostilità, i consiglieri di
Opposizione un fastidio di cui farebbe volentieri a meno".
Lo stigmatizza, in una nota, la consigliera Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra) che oggi, in III Commissione, aveva
richiesto all'assessore alcuni chiarimenti sui dettagli dell'art.
8 del disegno di legge di assestamento del bilancio regionale per
il triennio 2023-2025.
"Non ho avuto le risposte cui credo di aver diritto, in quanto
componente del Consiglio regionale e intervenuta in sede di
Commissione, in particolare - aggiunge Pellegrino - alle domande
sull'esistenza eventuale di uno sforamento di spesa relativamente
all'acquisto dei dispositivi medici, cioè della situazione che
attraverso l'iniquo meccanismo del pay back, per il triennio
2015-2018, obbliga le imprese fornitrici a partecipare alla
chiusura delle falle nei conti regionali, con costi insostenibili
per i bilanci aziendali, tali da costringere molti alla chiusura
e ai licenziamenti del personale".
"La situazione di crisi di questo settore - prosegue la
consigliera - causata dall'enormità del pay back, non sembra
preoccupare l'assessore Riccardi, che anzi si vanta della propria
oculata amministrazione: senza essere incauti, questo ci permette
di assicurare agli imprenditori fornitori di dispositivi medici
che dal 2018 in poi non rischieranno più di dover contribuire con
risorse private al superamento del tetto della spesa pubblica".
"Tuttavia, per il pregresso - aggiunge Pellegrino - avrei voluto
sentire che l'Amministrazione del Friuli Venezia Giulia, in
attesa dei pronunciamenti di merito sulle migliaia di ricorsi
amministrativi e delle azioni del Governo, non intende avvalersi
della facoltà di compensazione, rinunciando cioè ad utilizzare i
crediti delle imprese fornitrici per compensare quanto dalle
stesse dovuto alla Regione".
"Nessun approfondimento chiarificatore nemmeno sulle azioni
previste per il piano straordinario diretto ad ottimizzare
l'organizzazione nella prospettiva dei tempi di attesa delle
prestazioni sanitarie prenotate fino al 31 dicembre 2023. Mi
pareva ragionevole - rimarca la consigliera - voler capire cosa
sia il reclutamento di personale sanitario con assunzioni a tempo
determinato e in deroga ai Contratti collettivi di settore o
integrare gli acquisti di prestazioni da privati titolari di
accordi contrattuali per un maggior recupero delle prestazioni
non erogate dalle strutture pubbliche".
"Mancando i chiarimenti, non resta che immaginare che si tratti
dell'ennesima esternalizzazione ai privati a scapito del Ssr,
sempre più svilito e depauperato da un quinquennio legislativo
che ha demonizzato il pubblico - conclude Pellegrino -
acquistando prestazioni dai privati accreditati".
ACON/COM/fa