AUTONOMIA. MORETUZZO (PAT-CIV): DDL INADEGUATO FVG ESERCITI SPECIALITÀ
(ACON) Trieste, 7 lug - "Il percorso del disegno di legge
Calderoli sull'autonomia differenziata è partito con il piede
sbagliato, il Friuli-Venezia Giulia deve esercitare compiutamente
la propria specialità rivendicando più spazi".
A sostenerlo, in una nota, è il capogruppo del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg in Consiglio regionale, Massimo Moretuzzo,
che ha preso parte al partecipato incontro "Chi ha paura delle
autonomie? Oltre il dibattito sull'autonomia differenziata",
promosso dal gruppo consiliare e che si è tenuto nella sede della
Regione a Udine, con la partecipazione di Marco Boato, già
parlamentare e componente della Commissione Affari costituzionali
nella XIV legislatura, Danilo Lampis, portavoce di "Sardegna
chiama Sardegna", Elena Ostanel, consigliera regionale del Veneto
con la lista "Il Veneto che vogliamo", introdotti da Elia Mioni
del Patto per l'autonomia.
"In Italia si sta aprendo una nuova stagione di modifiche
costituzionali - ha aggiunto Moretuzzo - che riguarderanno
riforme in senso presidenziale del governo e un relativo
potenziamento del regionalismo con il disegno di legge Calderoli
che apre alla possibilità di autonomie differenziate fra le
Regioni ordinarie, tra cui il vicino Veneto. Un passaggio,
quest'ultimo, che ha basi giuridiche totalmente diverse dalla
specialità delle Regioni autonome, che si contraddistingue per
l'emergere di contrapposizioni basate molto spesso su posizioni
stereotipate e ideologiche, e che sta facendo emergere molte
criticità principalmente finanziarie e gestionali".
"Basti pensare alle recenti dimissioni "di peso" dal Comitato per
l'individuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni -
continua il capogruppo -. Guardiamo certamente con favore a una
riforma delle autonomie locali in senso regionalista, ma siamo
consapevoli del fatto che da questa riforma il Friuli-Venezia
Giulia potrebbe non uscirne bene. La nostra Regione sarà
'superata' da quelle ordinarie se non saprà approfittare di tutti
gli spazi di manovra che lo statuto di autonomia ci concede, e
che dovrebbe essere una priorità della politica regionale, fino a
forzare la mano allo Stato su questioni fondamentali per il
futuro della nostra terra come l'adeguamento ai cambiamenti
climatici e la transizione ecologica, e il rilancio del ruolo
internazionale della regione attraverso le collaborazioni
transfrontaliere in una prospettiva fortemente europea".
"Non dobbiamo subire scelte dall'alto - conclude Moretuzzo - ma
determinare noi stessi il percorso. La specialità è lo strumento
per fare prima e meglio dello Stato le cose che servono per
affrontare le sfide epocali che abbiamo di fronte dal punto di
vista economico, sociale e ambientale, rispondendo ai bisogni
delle comunità e dei territori".
ACON/COM/fa