DIRITTI. MORETTI (PD): PRONTA MOZIONE PER GARANTIRE OBLIO ONCOLOGICO
(ACON) Trieste, 11 lug - "Il diritto all'oblio oncologico è una
prerogativa fondamentale per chi ha superato la malattia,
riconosciuto anche dal Parlamento europeo e in via di
applicazione in alcuni Stati, per garantire agli ex pazienti
oncologici il diritto a non essere rappresentati dalla malattia,
a non subire discriminazioni e ritornare quindi alla vita
normale. L'Italia faccia lo stesso, al più presto: dal Friuli
Venezia Giulia, tra i primi in Italia, parta un segnale forte nei
confronti del Parlamento".
Lo afferma, in una nota, il capogruppo del Pd, Diego Moretti,
primo firmatario di una mozione - sottoscritta dai capigruppo e
da consiglieri di tutti i gruppi politici presenti in Consiglio
regionale - che chiede al presidente della Regione, Massimiliano
Fedriga, di intraprendere ogni azione possibile nei confronti
dello Stato e in particolare nella Conferenza Stato-Regioni
affinché venga accelerato l'iter normativo che porti
all'approvazione di una legge sul diritto all'oblio oncologico.
"Ringrazio i colleghi di Maggioranza e Opposizione che, con la
loro sottoscrizione, hanno voluto dare un segnale inequivocabile
di unità su un tema che ha visto recentemente anche il Consiglio
regionale della Lombardia approvare all'unanimità una mozione in
tal senso", continua Moretti.
"L'oblio oncologico - spiega ancora il capogruppo dem - ossia il
diritto di una persona guarita da un tumore di scegliere di non
rivelare e comunicare informazioni sul proprio passato sanitario,
sulla propria malattia pregressa e il divieto, da parte del
datore di lavoro, delle banche, compagnie assicurative,
finanziarie e tribunali, di indagare sulla storia medica, è uno
dei primi passi per tutelare e non far subire alcun tipo di
discriminazione a persone che già hanno sofferto".
Attualmente, continua Moretti, "l'apertura di un mutuo o di un
servizio finanziario assicurativo, la possibilità di adottare
minori e la stessa fase iniziale di stipula di un contratto di
lavoro, per fare alcuni esempi, contemplano la possibilità di
svolgere indagini sullo stato di salute dei contraenti e dei
richiedenti ai fini della valutazione del rischio o della loro
solvibilità. Inoltre, esistono ancora altre decine di casi in cui
di fatto si discrimina la persona guarita da un tumore rispetto a
chi non ha mai avuto malattie oncologiche, andando palesemente
contro i diritti sanciti dalla Costituzione, a partire
dall'articolo 3, che parla di pari dignità sociale di tutti i
cittadini davanti alla legge".
"È necessario dunque che anche l'Italia (dove alcune proposte di
legge sono depositate in Parlamento) si attivi e tuteli le
persone guarite da una malattia oncologica - conclude il
capogruppo - garantendo loro il pieno diritto di tornare a una
vita lunga e soddisfacente, senza discriminazioni e ostacoli
iniqui per la propria vita e senza che questa sia per sempre
discriminata sulla base della propria storia clinica".
ACON/COM/fa