RISPARMIO IDRICO. CAPOZZI (M5S): FEDRIGA PENALIZZA I POZZI DOMESTICI
(ACON) Trieste, 19 lug - "Come la scorsa estate, è arrivata ai
cittadini l'ordinanza che se la prende con i soli pozzi artesiani
ad uso domestico, evidentemente ritenuti gli unici colpevoli
dell'abbassamento delle falde. Un anno fa ci fu la stessa
ordinanza cui è seguito il ripensamento di Fedriga dopo poco più
di un mese; quest'anno, quanto ci metterà a cambiare idea?"
A chiederlo con una nota è la consigliera regionale Rosaria
Capozzi, del Movimento 5 Stelle.
"Anche quest'anno - afferma la Capozzi, che sottolinea di
appartenere ad una forza politica che da anni segue la tematica
del risparmio idrico - le uniche fontane prese in considerazione
dalla Regione sono quelle a uso domestico, ma cosa ancora più
strana è che esattamente 6 giorni prima di questo provvedimento è
stato concesso ad un'impresa agricola di San Vito al Tagliamento
di prelevare da un pozzo acqua sotterranea fino a 60 litri al
secondo per irrigare i propri terreni. Il tutto con la
rassicurazione del direttore del Servizio idrico che la falda
della bassa pianura friulana centrale in destra e sinistra
Tagliamento presenta un livello quantitativo buono, nonostante la
presenza di prelievi agricoli significativi".
"Siamo di fronte all'ennesimo paradosso - denuncia la
pentastellata -. Ai cittadini viene ordinato di regolare i propri
pozzi entro novembre, con le modalità descritte nel documento
elaborato dal Tavolo tecnico istituito 8 anni fa e che non ha mai
raggiunto il suo scopo principale, ovvero indicare la portata
minima di prelievo dei pozzi per evitare quello che loro stessi
definiscono rischio insabbiamento. Infatti, il documento
elaborato si limita a 'suggerire' di seguire le modalità che ora
invece vengono imposte, pena una sanzione pecuniaria che varia da
20 a 516,46 euro. Ma se i pozzi collassano come temono gli stessi
tecnici, chi pagherà i danni?"
"I soldi per l'adeguamento dovevano essere a carico della
Regione. 12 anni fa si ipotizzavano stanziamenti per 5 milioni di
euro, oggi a bilancio sono meno di un milione. Dobbiamo dedurre
che la gran parte dei cittadini ha già provveduto senza attendere
i contributi?", si chiede ancora la Capozzi.
"L'ennesimo paradosso in una regione - conclude la consigliera -
dove si procede con utilizzare acqua potabile per riempire le
piscine delle spiagge venete o le industrie della Bassa Friulana,
che pur di non pagare l'acquedotto continuano a emungere la falda
a fronte di canoni concessori ridicoli".
ACON/COM/rcm