AGRICOLTURA. PELLEGRINO (AVS): ZANNIER RACCOLGA ALLARME PRODUTTORI MIELE
(ACON) Trieste, 20 lug - "Prendiamo atto, come ha dichiarato
l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e
ittiche, Stefano Zannier, che la disastrosa primavera di
quest'anno, del tutto negativa per la produzione dell'apicoltura
regionale, non è ascrivibile alle condizioni di calamità e
impedisce pertanto di attivare strumenti regionali specifici di
sostegno".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi Sinistra), aggiungendo l'auspicio "di ricevere
maggiori informazioni e aggiornamenti la prossima settimana,
quando l'assessore Zannier risponderà in IV Commissione
all'interrogazione presentata proprio sulle necessità di sostegno
agli apicoltori nella specifica criticità che li affligge
quest'anno e, in generale, nelle sempre più difficili condizioni
in cui svolgono un'attività indispensabile per la salvaguardia
della biodiversità e per l'intera filiera agricola".
Pellegrino, che è anche vicepresidente della IV Commissione,
precisa che "riteniamo di dover ribadire, come del resto lo
stesso assessore ha avuto modo di ricordare esplicitamente, che
l'approccio a una situazione climatica e ambientale, in cui è
diventata ordinaria l'emergenza e continuamente incombente il
rischio di danni enormi, deve essere organico, speculare alle
vulnerabilità dell'intero ecosistema e diretto per un verso a
mitigare l'enorme pressione del cambiamento climatico per l'altro
verso a contrastarne il progressivo peggioramento".
"La Regione - continua l'esponente di Avs - già è parte
dell'ottimo progetto Pollin Action ed è attiva nell'introduzione
di prati stabili ricchi di fioriture. Tuttavia, resta da
intervenire su prospettive affini, come la conversione di
seminativi e di aree rurali marginali per la diffusione di piante
mellifere o il recupero di territori collinari e montani
abbandonati dedicandoli alla costituzione di praterie ricche di
specie o di coltivazioni arboree e arbustive attraenti per le
api. È però evidente che, se queste azioni non sono protette da
misure parallele e coerenti, ad esempio il contenimento della
dispersione nell'ambiente dei fitofarmaci usati in agricoltura,
non stiamo lavorando a un livello realmente agro-ecologico".
"Le richieste e l'allarme degli apicoltori - conclude Pellegrino
- vanno lette e devono ricevere risposta in una dimensione che
riguarda non solo la sopravvivenza delle api, e la raccolta di
nettare e polline, ma quella dell'infinita moltitudine di insetti
impollinatori che, insieme alle api, contribuiscono al
mantenimento dell'ecosistema di cui ognuno di noi è parte e degli
indispensabili livelli produttivi della nostra agricoltura".
ACON/COM/db