TRASPORTI. POZZO (PD): GRAVE SITUAZIONE ARRIVA UD, REGIONE LATITA
(ACON) Trieste, 25 lug - "Da mesi in difficoltà e nonostante la
mobilitazione del personale dello scorso marzo e di questi
giorni, la situazione di Arriva Udine resta grave e senza
risposte anche da parte della Regione".
A denunciarlo, in una nota, è il consigliere regionale
Massimiliano Pozzo (Pd) che attraverso un'interrogazione riporta
in Consiglio regionale le problematiche relative ad Arriva Udine
spa e al suo personale in questi giorni in sciopero.
"Sulla Regione pesa una parte della responsabilità, vista la
competenza sui trasporti e il dovere di vigilare sulla corretta
applicazione del contratto di tpl che la Regione stessa ha
sottoscritto con l'azienda Tpl Fvg, di cui Arriva fa parte.
Mancanza di personale e di organizzazione del lavoro sono i nodi
da sciogliere che i sindacati continuano a segnalare e che
portano alle inevitabili criticità sul servizio con migliaia di
corse saltate", aggiunge Pozzo.
"La situazione descritta dai sindacati, e già resa evidente dai
fatti, è inaccettabile. Mancano le condizioni basilari di
un'organizzazione che dovrebbe garantire ritmi e condizioni di
lavoro accettabili. Grazie a un accesso agli atti fatto nella
precedente legislatura da Mariagrazia Santoro abbiamo scoperto
che ben 2.400 corse sono saltate nell'area udinese, delle quali
1.700 solo in città, da settembre a dicembre 2022, con turni
estenuanti che durano anche 12 ore", spiega ancora il consigliere
dem.
"Oggi la situazione non è affatto migliorata - continua Pozzo - e
la tendenza potrebbe essere rimasta la stessa, proprio per le
reiterate difficoltà che abbiamo raccolto recentemente dai
sindacati in questi giorni in sciopero: lavoratori costretti a
turni sempre più prolungati e mal organizzati, in difficoltà a
fruire delle ore di riposo, delle ferie, dei recuperi, e a vedere
riconosciute le ore di lavoro straordinario effettuate, per altro
a fronte di stipendi bassi e a mancanza di prospettive di
miglioramento. Si parla di turni sempre più estesi, con dentro
tempi di sosta spesso di svariate ore (pagati il 12% della
retribuzione oraria lorda) con uno stipendio per i neoassunti di
poco superiore ai 1200 euro. Paghe bassissime per lavoratori che
lavorano 6 giorni su 7, e stanno ore sulle strade, con la
responsabilità dell'utenza che hanno a bordo".
Inoltre, continua l'esponente dem, "non risulterebbero assegnati
i chilometri aggiuntivi previsti dal contratto, requisito che ha
concorso a premiare Tpl Fvg scarl nell'aggiudicazione
dell'appalto in particolare per quanto riguarda il territorio
dell'ex provincia di Udine".
"I primi a pagarne le conseguenze sulla propria pelle - conclude
Pozzo - sono i lavoratori e con loro migliaia di pendolari, tra
cui molti giovani studenti. Dalla Giunta Fedriga ci aspettiamo la
presa in carico di un problema collettivo e la garanzia di un
servizio pubblico, chiarendo innanzitutto la situazione sul
rispetto del contratto, quali sono le corse che risultano non
essere state effettuate nel corso del 2023 e se le sta pagando o
se sta sanzionando la società per il disservizio".
ACON/COM/fa