AMBIENTE. PELLEGRINO (AVS): PN, ERRORE COMPLESSO SPORT IN PARCO EX FIERA
(ACON) Trieste, 27 lug - "È molto grave quanto sta accadendo a
Pordenone, dove si profila l'abbattimento della sessantina di
tigli del parco ex Fiera, destinato a essere cancellato dalle
mappe cittadine e sostituito da una serie di strutture sportive,
sovrapposte a un'area che è insieme testimonianza storica e
prezioso contenitore di biodiversità, rilevante elemento per il
contrasto all'inquinamento atmosferico e per la mitigazione degli
effetti del cambiamento climatico sulla città".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi Sinistra), precisando che "il parco pordenonese,
con tutti i suoi innumerevoli alberi, svolge proprio quelle
funzioni fondamentali che lo stesso Pnrr, cui paradossalmente si
collega l'impattante progetto edificatorio dell'Amministrazione
comunale pordenonese, pone come prioritarie nell'orizzonte degli
investimenti e della progettazione europea, disponendo misure
specifiche, variamente declinate in ambito nazionale per impedire
la perdita di ecosistemi verdi urbani e assicurare migliori
tutele e sviluppo del verde urbano e periurbano".
Pellegrino, annunciando sul tema un'imminente interrogazione
parlamentare dell'onorevole Nicola Fratoianni, aggiunge che "il
fatto che la Soprintendenza speciale per il Pnrr abbia espresso
parere favorevole all'abbattimento degli alberi del parco
pordenonese per costruire un'enorme struttura sportiva, fa capire
la quantità di criticità e ombre di questa situazione. A partire
dalla preoccupazione che non sia stato illustrato nelle sue
specificità il contesto; ovvero, un parco con forte e
inequivocabile valenza culturale, architettonica, urbanistica e
paesaggistica, oltre che ecologica".
"A ciò - spiega ancora l'esponente di Avs, che è anche
vicepresidente della Commissione regionale con pertinenze in
materia di Ambiente - va aggiunta l'evidenza del rischio che i
meccanismi di semplificazione delle procedure messi all'opera per
il Pnrr si prestino a produrre danni spesso irreparabili
piuttosto che vantaggi, a fronte della enorme pressione
esercitata dall'urgenza di effettuare una rilevante spesa
pubblica in concomitanza con le aspettative derivanti dagli
appalti e dalle tonnellate di cemento e asfalto che attendono di
essere sistemate".
"Per decenni gli alberi e l'assetto del parco di Pordenone sono
stati sostanzialmente rispettati da architetti, urbanisti,
progettisti e amministrazioni, pur modificando alcuni elementi
del complesso originario, risalente al 1935. Adesso rischiamo
grosso, paradossalmente nonostante le norme nazionali di
salvaguardia, il Pnrr e le politiche europee per il clima e la
transizione ecologica. Quindi, contrasteremo fermamente il
progetto, affinché il complesso sportivo - conclude Pellegrino -
sia realizzato in un'altra zona di Pordenone, in nome del diritto
alla qualità della vita e al dovere di tutelare ambiente e
paesaggio, entrambi condivisi da tutti e non solo dai cittadini
pordenonesi".
ACON/COM/db