ASSESTAMENTO. MASSOLINO (PATTO-CIV): NO UFFICI A PORTO VECCHIO MA TRAM


ASSESTAMENTO. MASSOLINO (PATTO-CIV): NO UFFICI A PORTO VECCHIO MA TRAM

28.07.2023
16:08
(ACON) Trieste, 28 lug - "La Maggioranza, in Consiglio regionale, conferma una scelta incomprensibile e anacronistica, ampiamente malvista dalla cittadinanza, quella dello spostamento degli uffici regionali di Trieste in Porto Vecchio, per il quale con l'assestamento di bilancio si sono aggiunti ben 137 milioni di euro. Soldi pubblici che potrebbero trovare destinazioni decisamente più utili, come quella di un moderno tram. Solo così si renderebbe compatibile la visione di una città più a misura dei propri abitanti con quella di un'area viva, vissuta e ricca di attività".

Lo afferma in una nota Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, dopo la bocciatura dell'emendamento all'Assestamento di bilancio, sottoscritto anche dal suo capogruppo Massimo Moretuzzo, che proponeva "la realizzazione di una linea di tram sostitutiva dell'idea inutile, impattante e insostenibile dell'ovovia".

Quella della Giunta, invece, è, per la Massolino, "una misura priva di visione, che condanna il Porto Vecchio ad allontanarsi sempre di più dalla sua intrinseca vocazione produttiva, che sarebbe potuta diventare 'eco' con produzioni a basso impatto ma ad alto valore aggiunto, capaci di offrire lavoro di qualità. Il presidente Massimiliano Fedriga e la sua Giunta decidono così di appiattirsi sulla mancanza di visione strategica del sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, deciso a spostare in Porto Vecchio funzionalità diverse e difficilmente compatibili. Per le triestine e i triestini, Porto Vecchio deve mantenere la sua vocazione produttiva e guardare al futuro". "Lo spostamento previsto dalla Maggioranza - incalza l'esponente civica - creerebbe enormi vuoti urbanistici in città, alcuni dei quali in palazzi recentemente ristrutturati, come quello di via Carducci 6, inaugurato nel 2017 e tutelato dalle Belle arti. Edifici per cui sono state già spese ingenti risorse pubbliche e che saranno difficili da alienare, come dimostrano i tanti a disposizione sul mercato, e che dunque sarebbero soggetti a un veloce deterioramento con conseguente perdita di valore".

La consigliera si chiede, quindi, se si sia tenuto conto "della difficoltà nel vendere quegli edifici, nel risparmio prospettato dal presidente Fedriga, che peraltro avverrebbe dopo ben 10 anni. È da miopi non vedere quanto la città si stia trasformando anche a causa dei grandi contenitori urbani, i cui compratori, quando si trovano - chiosa la Massolino -, sono spesso catene alberghiere che trasformano Trieste da città vissuta a città consumata". ACON/COM/rcm



  • Giulia Massolino (Patto-Civica)
    Giulia Massolino (Patto-Civica)