SALUTE. FASIOLO (PD): NON SI AFFRETTI PIANO ONCOLOGICO, SIA CONDIVISO
(ACON) Trieste, 23 gen - "Il coinvolgimento di medici, addetti
ai lavori e associazioni è fondamentale prima di arrivare al
definitivo via libera al Piano oncologico regionale. La mancanza
di condivisione e di trasparenza sarebbero errori imperdonabili
che la politica non può permettere che accadano, ne va di mezzo
un bene comune fondamentale".
Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale Laura Fasiolo
(Pd) intervenendo nel dibattito sul Piano oncologico regionale.
"Il fatto che per il prossimo 27 gennaio sia stato confermato il
passaggio del piano al Cal è preoccupante. Va evitata una corsa
frettolosa per chiudere un piano che non è stato condiviso con
medici e operatori - prosegue Fasiolo -, calato dall'alto senza
considerare le eccellenze territoriali, ma semplicemente
riempendosi la bocca di concetti come la sicurezza, decisamente
fondamentale, ma che necessitano di valutazioni delle singole
realtà".
"Ma com'è possibile recuperare in pochi mesi un lavoro fermo da
oltre due decenni, così delicato e complesso?" si chiede la dem
sottolineando comunque che "è di tutta evidenza che
l'aggiornamento del Piano va fatto, ma in tempi ragionevoli che
consentano la completezza che deriva dal confronto, dalla
partecipazione, dalla condivisione con i territori come previsto
dalla legge. L'esatto contrario di quanto si intende fare e di
quanto dichiara la delibera di Giunta, che mette al primo posto
la velocità dell'attuazione di un piano che lo stesso estensore e
la stessa delibera dichiarano imperfetto, ma perfettibile
attraverso un successivo confronto ed eventuali correzioni
semestrali".
"Dopo vent'anni di stiracchiamenti - ricorda la consigliera delle
Opposizioni - vanno privilegiate decisioni che rispettino un
approccio metodologico trasparente e facilmente riconoscibile
dalla comunità: per questo i pazienti e loro associazioni,
professionisti, esponenti sindacali, politici, devono poter
compartecipare alle scelte di riorganizzazione, verificarne i
criteri principali utilizzati".
"Salta agli occhi l'incongruenza tra alcuni dati sui volumi di
attività chirurgica oncologica sopra soglia come
urologia-vescica, nella sede di Gorizia, che verrebbe trasferita
a Trieste sotto soglia, nonostante i dati volumetrici della sede
goriziana, deprivando il presidio ospedaliero di un'eccellenza.
Inoltre, emergono altri dati confusi, su operazioni al colon e al
retto a Monfalcone e a Gorizia, quantificati separatamente, pur
trattandosi di una stessa equipe che opera spostandosi tra gli
ospedali di Gorizia e Monfalcone e con il medesimo primario",
conclude la nota.
ACON/COM/mv