MIGRANTI MORTI PER FREDDO. CELOTTI (PD): SI ATTIVI FONDO REGIONALE
(ACON) Trieste, 3 dic - "La drammatica morte dei tre migranti
che cercavano di difendersi dal freddo non può lasciare
indifferenti, perché quanto avvenuto è gravissimo dal punto di
vista umano e di civiltà. La Regione, in primis, non può voltare
il capo, ma deve invece chiedersi come sostenere le quattro città
ex capoluogo di provincia, e i Comuni in generale, attraverso un
apposito fondo per l'emergenza freddo, finalizzato al
potenziamento dei servizi di bassa soglia rivolti alle persone
senza dimora presenti in regione".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Manuela Celotti
(Pd), annunciando la proposta di istituire un fondo regionale per
l'emergenza freddo.
"Già lo scorso anno, nella Stabilità 2025 presentammo un
emendamento per introdurre questo fondo. In quell'occasione
trovammo una chiusura da parte del Centrodestra, ma quest'anno
rinnoveremo la richiesta attraverso lo stesso articolato
emendamento - fa sapere la consigliera dem -. L'emendamento,
attraverso lo stanziamento di oltre 3 milioni sul triennio
2026-2028, punta a finanziare l'attivazione e il potenziamento
dei servizi di bassa soglia rivolti alle persone senza dimora".
"Perché la Regione Fvg - evidenzia Celotti -, soprattutto alla
luce della enorme disponibilità finanziaria, dovrebbe fare in
modo che in ogni città ex capoluogo di provincia e in ogni Comune
vengano garantiti, con lo stesso livello di diffusione e qualità
delle risposte, i servizi di base alle persone in grave
marginalità, che si tratti di persone italiane, comunitarie o
extracomunitarie".
"Inoltre - continua la consigliera -, l'altro ragionamento,
politico, va fatto però sul tema dell'inclusione, perché accanto
ai servizi di bassa soglia è necessario mettere in atto percorsi
virtuosi di contrasto all'emarginazione sociale, scardinando le
dinamiche che portano le persone a quei livelli di esclusione e
di abbandono. Non basta dire che ci sono posti liberi nei
servizi, bisogna chiedersi perché le persone arrivano a tali
livelli di marginalità e quali strategie è necessario mettere in
atto per prevenire queste derive e recuperare le persone che si
trovavano a viverle".
"E rispetto in particolare alle persone migranti - conclude
Celotti -, la Regione non può continuare a ignorare e a non voler
affrontare la presenza delle persone richiedenti asilo costrette
nelle piazze di Trieste o in luoghi abbandonati perché non siamo
in grado di costruire dei servizi di prima e pronta accoglienza
per chi arriva sul nostro territorio dalla rotta balcanica o per
chi, contando solo su un lavoro precario, deve lasciare
l'accoglienza e finisce poi in strada".
ACON/COM/sm