BILANCIO. BULLIAN (PAT-CIV): MEMORIA A VILLAGGI ESULI GIULIANO-DALMATI
(ACON) Trieste, 5 dic - "In vista della imminente discussione
della legge di Stabilità, ho proposto un emendamento per
valorizzare e preservare la memoria storica dei quartieri e dei
villaggi sorti in Friuli Venezia Giulia a seguito dell'esodo
giuliano-dalmata, fenomeno che ha profondamente segnato la storia
regionale nel corso del Novecento".
Lo fa sapere in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale
del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.
"La proposta - spiega Bullian - prevede l'erogazione di un
contributo straordinario all'Università degli studi di Trieste
per realizzare una ricerca approfondita e un volume di carattere
storico e divulgativo che ricostruisca il fenomeno dell'esodo.
Attraverso la pubblicazione, si intende, in particolare, mettere
in evidenza il vissuto quotidiano di quelle famiglie, documentare
la struttura e l'evoluzione degli insediamenti creati nel secondo
dopoguerra e valorizzarne la memoria, nonché evidenziare la
risposta stessa della popolazione regionale e delle istituzioni a
tale fenomeno".
"L'iniziativa - aggiunge l'esponente di Centrosinistra - mira
inoltre ad avviare un percorso di riconoscimento storico e
culturale di questi quartieri e villaggi, anche in prospettiva di
future attività di tutela, ricerca e divulgazione. Raccontare la
storia dei nostri quartieri nati dall'esodo non significa
guardare al passato con nostalgia, ma comprendere un processo".
"Sostenere questa ricerca - evidenzia il consigliere - è un atto
di responsabilità verso la memoria degli esuli e verso le nuove
generazioni, che meritano di conoscere quella esperienza che ha
inciso profondamente sulla fisionomia di alcune parti delle
nostre città e sulla nostra identità collettiva e che ha
conosciuto fasi complesse e contradditorie, alternando
solidarietà ed emarginazione, accoglienza e chiusura".
"La memoria non è un esercizio retorico, è uno strumento di
comprensione: il riconoscimento dei villaggi degli esuli come
parte integrante del nostro patrimonio culturale è un passo
necessario", conclude Bullian.
ACON/COM/sm