BILANCIO. PUTTO (PAT-CIV): OCCASIONE PERSA PER MOLTI NODI STRUTTURALI
(ACON) Trieste, 9 dic - "La manovra di bilancio arriva in un
momento di straordinaria disponibilità economica per il Friuli
Venezia Giulia: oltre 6,5 miliardi di euro di poste manovrabili.
Una condizione mai così favorevole, che avrebbe richiesto
coraggio, programmazione e una visione complessiva per affrontare
le vere sfide della Regione. Purtroppo, questo impianto non c'è".
Lo afferma in una nota il consigliere regionale Marco Putto di
Patto per l'Autonomia-Civica Fvg.
Putto sottolinea come "la manovra non risolva i nodi strutturali:
crisi climatica, fragilità del territorio, calo demografico,
difficoltà dei Comuni e soprattutto criticità della sanità, che
assorbe più della metà del bilancio senza riuscire a migliorare
tempi di attesa, servizi ospedalieri e medicina territoriale.
Indissolubilmente legato alla sanità è il tema del calo
demografico, a seguito del quale il Friuli Venezia Giulia perderà
nei prossimi vent'anni oltre 100.000 persone in età lavorativa:
un dato che dovrebbe condizionare ogni scelta programmatoria
della Regione. Senza lavoratori, senza famiglie, senza nuovi
residenti, non esiste sostenibilità del sistema sanitario, non
esiste sostenibilità del welfare, non esiste sistema produttivo
in grado di reggere".
"Il territorio è sotto pressione - prosegue l'esponente dei
civici - e continua a mancare un modello di prevenzione e
intervento rapido in caso di emergenze meteo-idrogeologiche. Con
risorse così ingenti sarebbe stato doveroso introdurre strumenti
finanziari immediati e pianificare interventi strutturali sui
bacini idrici, da Barcis al Tagliamento, invece di limitarsi a
interventi episodici o a scontri politici interni alla
maggioranza".
Sul fronte della transizione ecologica, il consiglere sottolinea
"ritardi gravi nella tutela del suolo e nella pianificazione
energetica", mentre nella scuola "manca una strategia coerente
con il crollo demografico e inoltre più della metà delle scuole è
priva della certificazione di vulnerabilità sismica degli
edifici, un tema imprescindibile per una delle regioni più
esposte del Paese. Altro tema centrale è la debolezza degli enti
locali: i Comuni sono lasciati soli, con personale insufficiente
e carichi amministrativi in aumento. La Regione continua ad
accentrare invece di sostenere i territori. E il ritorno delle
Province, privo di una reale strategia, non risolverà problemi
così strutturali".
"Il vero limite della manovra - conclude Putto - non è nelle
singole misure, ma nell'assenza di una visione capace di mettere
in relazione sanità, demografia, ambiente, scuola, sicurezza del
territorio ed enti locali. Una ricchezza di queste dimensioni non
può tradursi in un benessere destinato a pochi, ma dovrebbe
essere il motore di uno sviluppo equilibrato, moderno e duraturo
per tutta la comunità regionale. Una Regione può dirsi davvero
solida solo quando questi elementi dialogano tra loro e diventano
un'unica architettura politica".
ACON/COM/rcm