BILANCIO/5. DISCUSSIONE: PER PD E PATTO NECESSARIO CAMBIO DI PASSO
(ACON) Trieste, 9 dic - Un cambio di passo per affrontare in
modo strutturale le sfide ambientali, sociali e demografiche del
Friuli Venezia Giulia: è quanto emerso in Aula dagli interventi
dei consiglieri del Pd e del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg,
durante la discussione sulla manovra finanziaria 2026.
Massimiliano Pozzo (Pd) ha definito la manovra "solida con la
Regione Fvg che ha una capacità di spesa maggiore rispetto ad
altre" richiamando però l'urgenza di "rafforzare la prevenzione
ambientale e la sicurezza del territorio dopo i recenti eventi
climatici". Sul piano sociale il dem ha evidenziato che "i
servizi sono ancora modellati su una società che non esiste più:
in un contesto di emigrazione giovanile, bassa natalità e
invecchiamento, serve dunque ricalibrare le politiche sociali per
rispondere ai nuovi bisogni".
Di mancanza di politiche incisive su clima e ambiente ha parlato
anche Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)secondo
la quale "la manovra presenta punti di cecità rispetto alla crisi
climatica". L'esponente autonomista ha definito il bonus
carburante "ingiusto e dannoso perché rafforza la dipendenza
dall'auto e frena la transizione ecologica", ribadendo che "senza
vere politiche di mitigazione non ci potrà essere alcun
miglioramento".
Per Nicola Conficoni (Pd) "è paradossale che, nonostante bilanci
sempre più ricchi, in Friuli Venezia Giulia la povertà sia
aumentata, con salari bassi e precarietà sempre più diffusa". Il
consigliere ha denunciato "il miliardo di euro ancora fermo nelle
casse degli enti locali per mancate scelte politiche e una
crescita del territorio inferiore a quella di molte Regioni a
statuto ordinario". Duro anche il giudizio sulla sanità e
infrastrutture: "Le scelte della Giunta hanno aggravato la fuga
di personale e allungato le liste d'attesa, in un contesto di
servizi non coordinati e disomogenei tra territori, mentre
continuano a registrarsi ritardi ferroviari, connessioni
insufficienti e carenza di alloggi che penalizzano il sistema
produttivo".
Forti perplessità sull'efficacia della manovra sono state
espresse anche dal collega dem Francesco Russo. "Con risorse
molto più elevate rispetto al passato si potrebbero attivare leve
capaci di creare lavoro e stabilità, ma nel concreto prevale il
nulla di fatto", ha commentato il consigliere ponendo poi
l'accento sull'emergenza casa con "troppi immobili inutilizzati
in alcune aree e carenze drammatiche in altre" e sul declino
demografico: "Con gli attuali livelli di natalità, tra
novant'anni il Friuli Venezia Giulia potrebbe scendere a 540 mila
abitanti: un dato che dovrebbe guidare ogni scelta politica".
Per Francesco Martines (Pd) "manca il capitale umano necessario a
rendere efficaci le politiche regionali, soprattutto in sanità ed
enti locali, dove la carenza di personale compromette la qualità
dei servizi". L'esponente dell'Opposizione ha quindi invocato
"nuovi strumenti per sostenere i piccoli Comuni, oggi incapaci di
reggersi da soli, un rafforzamento degli interventi contro la
fragilità idrogeologica e il recupero delle migliaia di case
vuote presenti sul territorio".
"La Regione deve mettere in campo politiche capaci di tutelare i
servizi essenziali, a partire dalla sanità, dove si registra una
situazione allarmante fatta di dimissioni di centinaia di
professionisti, liste d'attesa in crescita e ricorso sempre più
strutturale alle esternalizzazioni, che indeboliscono
l'attrattività del settore pubblico", è stato il commento di
Simona Liguori (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) che ha chiesto
"maggiore interoperabilità dei sistemi informativi sanitari,
interventi mirati per i pazienti con malattie croniche e
l'istituzione di un osservatorio permanente su giovani, lavoro e
coesione sociale".
Focus sulla montagna, invece, da parte di Massimo Mentil (Pd)
che, citando dati statistici, ha ricordato come il Fvg presenti
"il più basso indice di imprenditorialità montana, un calo delle
imprese del 9%, redditi inferiori rispetto alle altre regioni
alpine e una grave carenza di servizi: condizioni queste che
impediscono il ripopolamento delle zone in questione". "È
necessaria una riflessione sulle reali ricadute delle risorse
stanziate - ha affermato l'esponente del Pd - e scelte più
incisive per invertire una tendenza ormai preoccupante".
Infine, il dem Roberto Cosolini ha espresso preoccupazione "per
alcuni segnali che, senza interventi strutturali contro
invecchiamento, fuga dei giovani, redditi stagnanti e crescita
dei lavoratori poveri, rischiano di far restare senza carburante
la macchina regionale". "Bisogna chiedersi - ha concluso - se di
fronte a questi segnali si stia facendo davvero tutto il
possibile".
5 - segue
ACON/SM-mv