BILANCIO/5. DISCUSSIONE: PER PD E PATTO NECESSARIO CAMBIO DI PASSO


BILANCIO/5. DISCUSSIONE: PER PD E PATTO NECESSARIO CAMBIO DI PASSO

09.12.2025
18:49
(ACON) Trieste, 9 dic - Un cambio di passo per affrontare in modo strutturale le sfide ambientali, sociali e demografiche del Friuli Venezia Giulia: è quanto emerso in Aula dagli interventi dei consiglieri del Pd e del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, durante la discussione sulla manovra finanziaria 2026. Massimiliano Pozzo (Pd) ha definito la manovra "solida con la Regione Fvg che ha una capacità di spesa maggiore rispetto ad altre" richiamando però l'urgenza di "rafforzare la prevenzione ambientale e la sicurezza del territorio dopo i recenti eventi climatici". Sul piano sociale il dem ha evidenziato che "i servizi sono ancora modellati su una società che non esiste più: in un contesto di emigrazione giovanile, bassa natalità e invecchiamento, serve dunque ricalibrare le politiche sociali per rispondere ai nuovi bisogni".

Di mancanza di politiche incisive su clima e ambiente ha parlato anche Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)secondo la quale "la manovra presenta punti di cecità rispetto alla crisi climatica". L'esponente autonomista ha definito il bonus carburante "ingiusto e dannoso perché rafforza la dipendenza dall'auto e frena la transizione ecologica", ribadendo che "senza vere politiche di mitigazione non ci potrà essere alcun miglioramento".

Per Nicola Conficoni (Pd) "è paradossale che, nonostante bilanci sempre più ricchi, in Friuli Venezia Giulia la povertà sia aumentata, con salari bassi e precarietà sempre più diffusa". Il consigliere ha denunciato "il miliardo di euro ancora fermo nelle casse degli enti locali per mancate scelte politiche e una crescita del territorio inferiore a quella di molte Regioni a statuto ordinario". Duro anche il giudizio sulla sanità e infrastrutture: "Le scelte della Giunta hanno aggravato la fuga di personale e allungato le liste d'attesa, in un contesto di servizi non coordinati e disomogenei tra territori, mentre continuano a registrarsi ritardi ferroviari, connessioni insufficienti e carenza di alloggi che penalizzano il sistema produttivo".

Forti perplessità sull'efficacia della manovra sono state espresse anche dal collega dem Francesco Russo. "Con risorse molto più elevate rispetto al passato si potrebbero attivare leve capaci di creare lavoro e stabilità, ma nel concreto prevale il nulla di fatto", ha commentato il consigliere ponendo poi l'accento sull'emergenza casa con "troppi immobili inutilizzati in alcune aree e carenze drammatiche in altre" e sul declino demografico: "Con gli attuali livelli di natalità, tra novant'anni il Friuli Venezia Giulia potrebbe scendere a 540 mila abitanti: un dato che dovrebbe guidare ogni scelta politica".

Per Francesco Martines (Pd) "manca il capitale umano necessario a rendere efficaci le politiche regionali, soprattutto in sanità ed enti locali, dove la carenza di personale compromette la qualità dei servizi". L'esponente dell'Opposizione ha quindi invocato "nuovi strumenti per sostenere i piccoli Comuni, oggi incapaci di reggersi da soli, un rafforzamento degli interventi contro la fragilità idrogeologica e il recupero delle migliaia di case vuote presenti sul territorio".

"La Regione deve mettere in campo politiche capaci di tutelare i servizi essenziali, a partire dalla sanità, dove si registra una situazione allarmante fatta di dimissioni di centinaia di professionisti, liste d'attesa in crescita e ricorso sempre più strutturale alle esternalizzazioni, che indeboliscono l'attrattività del settore pubblico", è stato il commento di Simona Liguori (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) che ha chiesto "maggiore interoperabilità dei sistemi informativi sanitari, interventi mirati per i pazienti con malattie croniche e l'istituzione di un osservatorio permanente su giovani, lavoro e coesione sociale".

Focus sulla montagna, invece, da parte di Massimo Mentil (Pd) che, citando dati statistici, ha ricordato come il Fvg presenti "il più basso indice di imprenditorialità montana, un calo delle imprese del 9%, redditi inferiori rispetto alle altre regioni alpine e una grave carenza di servizi: condizioni queste che impediscono il ripopolamento delle zone in questione". "È necessaria una riflessione sulle reali ricadute delle risorse stanziate - ha affermato l'esponente del Pd - e scelte più incisive per invertire una tendenza ormai preoccupante".

Infine, il dem Roberto Cosolini ha espresso preoccupazione "per alcuni segnali che, senza interventi strutturali contro invecchiamento, fuga dei giovani, redditi stagnanti e crescita dei lavoratori poveri, rischiano di far restare senza carburante la macchina regionale". "Bisogna chiedersi - ha concluso - se di fronte a questi segnali si stia facendo davvero tutto il possibile".

5 - segue ACON/SM-mv



  • Massimo Mentil (Pd)
    Massimo Mentil (Pd)
  • Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
    Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
  • Simona Liguori (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
    Simona Liguori (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
  • I lavori dell'Aula
    I lavori dell'Aula