BILANCIO. PELLEGRINO (AVS): SOSTEGNO PER QUOTA ALBO ASSISTENTI SOCIALI
(ACON) Trieste, 12 dic - "Nel dibattito sulla Stabilità 2026 si
continua a parlare di 'rafforzare i servizi', ma poi si ignora
una verità semplice: i servizi sociali stanno in piedi grazie a
professioniste e professionisti che spesso lavorano con stipendi
bassi, carichi crescenti e contratti fragili. E tra chi paga di
più questa contraddizione ci sono molti assistenti sociali,
soprattutto quelli impiegati tramite cooperative: retribuzioni
mediamente più basse, tutele più deboli e, in più, l'obbligo di
sostenere ogni anno la quota di iscrizione all'Albo per poter
lavorare".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di
Alleanza Verdi e Sinistra, annunciando l'emendamento alla legge
di Stabilità 2026 che introduce un contributo regionale fino a
150 euro per coprire la tassa annuale di iscrizione all'Albo
degli assistenti sociali del Friuli Venezia Giulia.
"L'aliquota annuale non è un optional - evidenzia Pellegrino -: è
un requisito obbligatorio. Se è obbligatoria, allora non può
essere trattata come un costo privato da scaricare su chi già è
sottopagato e spesso precarizzato".
"L'emendamento prevede l'erogazione del contributo su richiesta
del professionista - spiega la consigliera di Opposizione -, con
procedimento a sportello e verifica formale dei requisiti. La
copertura è pari a 450.000 euro complessivi, 150.000 euro per
ciascuno degli anni 2026-2028. È una misura piccola solo per chi
non conosce la realtà dei servizi: 150 euro, per molte persone,
sono la differenza tra un costo gestibile e l'ennesimo 'balzello'
che si somma a stipendi insufficienti. Ed è anche una scelta
politica: la Regione smetta di dare per scontato il lavoro
sociale e inizi a riconoscerne il valore, almeno nei costi
imprescindibili per esercitare".
Pellegrino richiama inoltre l'orientamento della Cassazione
(sentenza 32589/2022) sulla natura strumentale della quota
d'iscrizione come condizione per svolgere funzioni nell'interesse
dell'ente pubblico: "Se chiediamo agli assistenti sociali di
garantire continuità, responsabilità, presa in carico e tutela
dei diritti, allora dobbiamo trattare questa iscrizione per ciò
che è: uno strumento necessario al servizio, non un lusso
personale".
ACON/COM/sm