AGRICOLTURA. II COMM BOCCIA RIFORMA PAC, MENO FONDI E TANTE INCERTEZZE


AGRICOLTURA. II COMM BOCCIA RIFORMA PAC, MENO FONDI E TANTE INCERTEZZE

16.12.2025
16:28
(ACON) Trieste, 16 dic - Meno fondi a disposizione e una Politica agricola comune (Pac) snaturata nella sua identità. Sono le ragioni che hanno spinto la II Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Balloch (FdI), ad approvare all'unanimità la risoluzione sulla proposta di Regolamento della nuova Pac 2028-34 nelle quale si evidenziano le criticità delle scelte fatte dalla Commissione europea, peraltro già bocciate dal Parlamento di Stasburgo lo scorso settembre.

In apertura dei lavori, l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha illustrato le principali novità a cominciare dall'inserimento della Pac in un Fondo unico basato sui Piani di partenariato nazionali e regionali. Viene quindi meno la certezza dell'entità dei fondi destinati alle politiche agricole comunitarie. Secondo alcune stime, a fronte di un amento del budget dell'Ue, che passerà da 1.200 a 2.000 miliardi di euro, ci sarà una riduzione dei fondi per l'agricoltura (da 386,6 a 293,7) e all'Italia dovrebbero arrivare 31 miliardi, il 20% in meno Al di là delle minori risorse, a preoccupare gli addetti ai lavori è anche la possibile cancellazione di alcune linee di intervento specifiche come i progetti Leadr, la Cooperazione, Akis per il trasferimento della conoscenza e dell'innovazione in agricoltura, gli interventi dello sviluppo rurale per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli e per le infrastrutture nelle aree rurali. Lo hanno evidenziato nei loro interventi i soggetti auditi, rappresentanti delle principali associazioni di categoria: Aiab Fvg, Confcooperative, Legacoop, Coopagri, Agrifood, Coldiretti e Aibo. Tutti hanno espresso netta contrarietà alla nuova Pac che esclude, tra l'altro, gli agricoltori pensionati dal sostegno al reddito. "Sarà una lotta per la sopravvivenza", ha dichiarato in apertura del dibattito il consigliere Alberto Budai (Lega), che ha aggiunto: "Nei prossimi anni chiuderanno altre 6-7.000 aziende in regione, ci saranno anche più aree incolte e abbandonate. Non è solo una questione economica, ma anche culturale e di coesione sociale dei nostri territori e, in particolare, nei piccoli paesi rurali. La Pac è l'unica cosa che accomuna, tiene uniti davvero i Paesi dell'Ue. Quello che si sta facendo è una porcheria pazzesca", ha concluso.

Per Andrea Carli (Pd) "c'è la necessità di attuare una programmazione europea condivisa con i territori. L'insoddisfazione è diffusa e l'impostazione deve essere rivista. La prospettiva che i Gruppi di azione locale spariscano dovrebbe creare una sollevazione, ancor di più in questo momento in cui si prospetta anche una riforma dei comuni montani sui quali le attività dei Gal hanno avuto effetto. L'agricoltura è importante anche per l'autonomia alimentare. Penalizzare il settore primario è un'autogol".

"Da grande sostenitore dell'Unione Europea, condivido le preoccupazioni per una piega che sta prendendo: se stanzia risorse per le armi e non per l'agricoltura è bene dire che il Consiglio regionale del Fvg non condivide questa linea", ha commentato Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), richiamando gli europarlamentari regionali e soffermandosi poi sul calo delle aziende agricole: "Il 40% in meno in un decennio e ora anche la superficie coltivata comincia a ridursi. Dobbiamo capire quali leve si possono muovere come Regione, cogliendo le opportunità che arrivano da ogni situazione di crisi e avendo ben chiaro in testa il modello di agricoltura da perseguire". Secondo Massimiliano Pozzo (Pd) "siamo arrivati al punto che è più conveniente fare le partite energetiche piuttosto che agricoltura. L'Europa non è stata brillante, sta rinunciando a pezzi di economia e di territorio. Si continua a respirare aria di centralizzazione. In regione dobbiamo dare attenzione alle piccole realtà e capire se possiamo sopperire in termini economici alle pesanti mancanze che arriveranno".

Per Furio Honsell (Open Fvg), infine, "forse qualcosa si può ancora riuscire a fare, imbeccando nel modo giusto i parlamentari europei. Manca un'esplicita motivazione di questa scelta sulla Pac e ne vedo solo una possibile: la volontà dell'Europa di andare verso un'economia bellica". Anche per l'esponente di Open urge intervenire per fermare la chiusura delle aziende e la conseguente perdita di "conoscenze e saperi che non si trovano sull'intelligenza artificiale".

La risoluzione approvata oggi dalla II Commissione, che riassume gli interventi e le posizioni comuni emerse durante i lavori, verrà ora invita al governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, e agli organi statali ed europei essendo uno dei meccanismi di partecipazione delle Regioni alla fase ascendente del processo decisionale dell'Ue. ACON/AA-fc



  • II Commissione riunita in sala Gialla
    II Commissione riunita in sala Gialla
  • Il presidente della II Commissione, Stefano Balloch (Fdi)
    Il presidente della II Commissione, Stefano Balloch (Fdi)
  • Stefano Zannier, assessore regionale alle risorse agroalimentare, forestali e ittiche
    Stefano Zannier, assessore regionale alle risorse agroalimentare, forestali e ittiche
  • I consiglieri regionali durante i lavori della II Commissione
    I consiglieri regionali durante i lavori della II Commissione