AGRICOLTURA. II COMM BOCCIA RIFORMA PAC, MENO FONDI E TANTE INCERTEZZE
(ACON) Trieste, 16 dic - Meno fondi a disposizione e una
Politica agricola comune (Pac) snaturata nella sua identità. Sono
le ragioni che hanno spinto la II Commissione del Consiglio
regionale, presieduta da Stefano Balloch (FdI), ad approvare
all'unanimità la risoluzione sulla proposta di Regolamento della
nuova Pac 2028-34 nelle quale si evidenziano le criticità delle
scelte fatte dalla Commissione europea, peraltro già bocciate dal
Parlamento di Stasburgo lo scorso settembre.
In apertura dei lavori, l'assessore regionale alle Risorse
agroalimentari, Stefano Zannier, ha illustrato le principali
novità a cominciare dall'inserimento della Pac in un Fondo unico
basato sui Piani di partenariato nazionali e regionali. Viene
quindi meno la certezza dell'entità dei fondi destinati alle
politiche agricole comunitarie. Secondo alcune stime, a fronte di
un amento del budget dell'Ue, che passerà da 1.200 a 2.000
miliardi di euro, ci sarà una riduzione dei fondi per
l'agricoltura (da 386,6 a 293,7) e all'Italia dovrebbero arrivare
31 miliardi, il 20% in meno
Al di là delle minori risorse, a preoccupare gli addetti ai
lavori è anche la possibile cancellazione di alcune linee di
intervento specifiche come i progetti Leadr, la Cooperazione,
Akis per il trasferimento della conoscenza e dell'innovazione in
agricoltura, gli interventi dello sviluppo rurale per la
trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli e
per le infrastrutture nelle aree rurali. Lo hanno evidenziato nei
loro interventi i soggetti auditi, rappresentanti delle
principali associazioni di categoria: Aiab Fvg, Confcooperative,
Legacoop, Coopagri, Agrifood, Coldiretti e Aibo. Tutti hanno
espresso netta contrarietà alla nuova Pac che esclude, tra
l'altro, gli agricoltori pensionati dal sostegno al reddito.
"Sarà una lotta per la sopravvivenza", ha dichiarato in apertura
del dibattito il consigliere Alberto Budai (Lega), che ha
aggiunto: "Nei prossimi anni chiuderanno altre 6-7.000 aziende in
regione, ci saranno anche più aree incolte e abbandonate. Non è
solo una questione economica, ma anche culturale e di coesione
sociale dei nostri territori e, in particolare, nei piccoli paesi
rurali. La Pac è l'unica cosa che accomuna, tiene uniti davvero i
Paesi dell'Ue. Quello che si sta facendo è una porcheria
pazzesca", ha concluso.
Per Andrea Carli (Pd) "c'è la necessità di attuare una
programmazione europea condivisa con i territori.
L'insoddisfazione è diffusa e l'impostazione deve essere rivista.
La prospettiva che i Gruppi di azione locale spariscano dovrebbe
creare una sollevazione, ancor di più in questo momento in cui si
prospetta anche una riforma dei comuni montani sui quali le
attività dei Gal hanno avuto effetto. L'agricoltura è importante
anche per l'autonomia alimentare. Penalizzare il settore primario
è un'autogol".
"Da grande sostenitore dell'Unione Europea, condivido le
preoccupazioni per una piega che sta prendendo: se stanzia
risorse per le armi e non per l'agricoltura è bene dire che il
Consiglio regionale del Fvg non condivide questa linea", ha
commentato Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg),
richiamando gli europarlamentari regionali e soffermandosi poi
sul calo delle aziende agricole: "Il 40% in meno in un decennio e
ora anche la superficie coltivata comincia a ridursi. Dobbiamo
capire quali leve si possono muovere come Regione, cogliendo le
opportunità che arrivano da ogni situazione di crisi e avendo ben
chiaro in testa il modello di agricoltura da perseguire".
Secondo Massimiliano Pozzo (Pd) "siamo arrivati al punto che è
più conveniente fare le partite energetiche piuttosto che
agricoltura. L'Europa non è stata brillante, sta rinunciando a
pezzi di economia e di territorio. Si continua a respirare aria
di centralizzazione. In regione dobbiamo dare attenzione alle
piccole realtà e capire se possiamo sopperire in termini
economici alle pesanti mancanze che arriveranno".
Per Furio Honsell (Open Fvg), infine, "forse qualcosa si può
ancora riuscire a fare, imbeccando nel modo giusto i parlamentari
europei. Manca un'esplicita motivazione di questa scelta sulla
Pac e ne vedo solo una possibile: la volontà dell'Europa di
andare verso un'economia bellica". Anche per l'esponente di Open
urge intervenire per fermare la chiusura delle aziende e la
conseguente perdita di "conoscenze e saperi che non si trovano
sull'intelligenza artificiale".
La risoluzione approvata oggi dalla II Commissione, che riassume
gli interventi e le posizioni comuni emerse durante i lavori,
verrà ora invita al governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, e
agli organi statali ed europei essendo uno dei meccanismi di
partecipazione delle Regioni alla fase ascendente del processo
decisionale dell'Ue.
ACON/AA-fc