BIOMETANO. PELLEGRINO (AVS): NORMA ETICA E DEONTOLOGICA DA PERSEGUIRE
(ACON) Trieste, 16 dic - "Oltre 5.300 firme sono state
consegnate oggi nelle mani del presidente Bordin per ribadire
ancora una volta la contrarietà di un'intera comunità, e del suo
territorio, all'installazione di un impianto a biogas nel Comune
di Pagnacco". Così in una nota la consigliera regionale Serena
Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra.
"Quella che è stata portata all'attenzione del Consiglio è la
voce di una popolazione che si alza forte, compatta e determinata
- prosegue Pellegrino - e con la ferma volontà di impedire la
realizzazione di un progetto dissennato volto a depauperare
un'area con un'altissima valenza culturale, sociale, ambientale,
paesaggistica e con un patrimonio di biodiversità unico con
un'opera fortemente impattante ma che, a causa di una normativa
che necessita di una inevitabile revisione, bypasserebbe la
valutazione di impatto ambientale".
"Ma esiste anche una normativa etica e deontologica che ogni buon
progettista mette in campo - sostiene ancora la consigliera -
quando viene incaricato di redigere un progetto e che rimanda al
'buon costruire' finalizzato alla tutela del territorio, del
patrimonio storico-artistico e dell'ambiente, rispondendo alle
esigenze sociali e individuali e che prevede di considerare anche
tutte le ricadute negative e non di valutare solo quelle che
hanno una valenza economica per il proponente".
"Consegnare un luogo iconico a una struttura industriale per la
produzione di metano con una potenzialità di 300 Smc/h alimentata
da scarti o rifiuti agricoli e zootecnici, in gran parte
importata da altre regioni - prosegue l'esponente rosso-verde -,
è quantomeno singolare. Risulta ancora più singolare se a
guadagnarci sarà prevalentemente una ditta con sede legale in
Emilia Romagna, la quale drenerà gran parte dei frutti economici
dello sfruttamento, lasciando al territorio regionale e alle
future generazioni solo i rifiuti di una politica industriale
scellerata e distruttiva di un patrimonio collettivo".
"La presenza trasversale dei consiglieri di Opposizione e di
Maggioranza, tra cui il presidente della IV Commissione, Alberto
Budai - evidenzia la consigliera -, ha rasserenato in parte i
presentatori della petizione a cui è stato ribadito tutto
l'appoggio politico del Consiglio regionale. A confermare la
volontà di bloccare la realizzazione di questo impianto e di
valutare la fattibilità di altri nella nostra regione, si
affianca l'approvazione di un ordine del giorno, a mia prima
firma, sulla legge di bilancio 2026-2028, con il quale la Giunta
si è impegnata a valutare l'opportunità di effettuare uno studio
sulla possibilità di introdurre una normativa regionale sulla
verifica di assoggettabilità alla Via, definendo criteri e soglie
specifiche per gli impianti di trattamento biologico o
chimico-fisico di reflui, biomasse e altre matrici organiche, e
valutare un aggiornamento della legge regionale 2/2025 per
assicurare che la fascia di rispetto per la localizzazione degli
impianti di produzione di biogas e biometano risulti di almeno
500 metri, compatibile con le prescrizioni paesaggistiche del
d.lgs. 42/2004, con le norme tecniche del Ppr, il d.lgs 190/2024
e con i limiti previsti dal d.l. 175/2025, una volta che il d.l.
175/2025 stesso sia convertito in legge".
"Non siamo a priori contro questi impianti - conclude Pellegrino
-, ma bisogna avere il coraggio di contrastare quelli che vengono
dipinti come green per poter accedere agli incentivi ma che di
sostenibile, dal punto di vista ambientale, non hanno nemmeno
l'ombra".
ACON/COM/rcm