FINE VITA. OPPOSIZIONI: SENTENZA CONSULTA, PRESENTEREMO NUOVA PDL
(ACON) Trieste, 30 dic - "Attendevamo la sentenza della Corte
costituzionale da quando la Presidenza del Consiglio dei ministri
ha impugnato la legge della Toscana, la prima Regione ad aver
meritoriamente normato la questione del fine vita, in linea con
quanto avevamo anche noi proposto nel Consiglio regionale del
Friuli Venezia Giulia". Lo affermano, in una nota, i consiglieri
regionali Enrico Bullian, Roberto Cosolini, Serena Pellegrino,
Rosaria Capozzi e Furio Honsell, che appartengono a tutti i
Gruppi consiliari di Opposizione, rispettivamente Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg, Partito democratico, Alleanza Verdi e
Sinistra, Movimento 5 Stelle e Open Fvg.
"In attesa di una lettura puntuale dell'articolata sentenza, è
già evidente che le Regioni possono legiferare in materia e la
Corte ha definito illegittimi solo alcuni passaggi e non l'intero
impianto della norma - prosegue la nota -. Il fatto, dunque, che
la Maggioranza del Consiglio regionale del Fvg abbia posto la
pregiudiziale di costituzionalità, impedendo il dibattito in aula
nel merito della proposta di iniziativa popolare promossa
dall'associazione Luca Coscioni, resta un fatto grave a cui va
posto rimedio e sul quale ora possiamo dire con certezza avessero
torto".
"Per questo, come Opposizioni unite, a inizio 2026 effettueremo
il deposito di un nuovo progetto di legge, che possa tener conto
dei rilievi della recente sentenza della Corte costituzionale,
per arrivare finalmente alla discussione nel merito nel nostro
Consiglio regionale, dal momento che è stata acclarata la
possibilità di legiferare in materia. Non vorremmo - spiegano i
gli esponenti dei Gruppi consiliari di Minoranza - che si
ripetesse il copione già visto: i paladini dell'Autonomia
differenziata, quando al loro interno trovano spaccature e
fragilità di tenuta politica, deferiscono scelte di loro
competenza a Roma (che nemmeno intende compiere), usando due pesi
e due misure a seconda del clima che si respira".
"Confidiamo invece nel fatto che, almeno questa volta, ci siano
una maggiore disponibilità al dialogo, considerato che si tratta
di un tema sensibile che può riguardare chiunque, che
consideriamo trasversale e che necessita di procedure codificate
per rispettare la libertà di scelta dei cittadini", conclude la
nota.
ACON/COM/aa