SALUTE. CONFICONI (PD): PRONTO SOCCORSO PN INTASATO RICCARDI LO VISITI
(ACON) Trieste, 8 gen - "La sofferenza del Pronto soccorso nel
nuovo ospedale di Pordenone dimostra che per far funzionare bene
il sistema sanitario non bastano strutture moderne, tecnologie
avanzate e professionisti valorosi, ma serve un'attenta
programmazione. L'assessore Riccardi e il sindaco Basso facciano
un giro in sala di attesa per rendersi conto che chiudere i punti
di primo intervento a Sacile e Maniago non ha certo aiutato a
smaltire la coda, a maggior ragione perché la carenza di guardie
mediche e medici di famiglia non è stata affrontata con la
necessaria determinazione, per non parlare dei numerosi
professionisti che negli ultimi anni si sono dimessi
volontariamente senza che nessuno abbia fatto nulla per
trattenerli". Lo afferma in una nota il consigliere regionale
Nicola Conficoni (Pd), dopo un sopralluogo al Pronto soccorso di
Pordenone per verificare le criticità lamentate dai cittadini.
"Dopo l'ennesima segnalazione - prosegue Conficoni - ho voluto
capire di persona come stavano realmente le cose. Così, alle 18
di martedì scorso (6 gennaio) sono andato in ospedale. Già
all'esterno del Pronto soccorso si intuiva che l'afflusso era
eccezionale. A fronte di soli sette posti auto ricavati davanti
l'ingresso, infatti, le auto parcheggiate in modo comunque
ordinato erano ben 19. Superata la porta incerottata e con la
maniglia ballerina per una vite allentata, nella sala strapiena
ho contato 50 persone. Poiché mancavano sedute per tutti, una
quindicina stazionavano in piedi, alcune nei corridoi, ma senza
intralciare. Nonostante la lunga e sfibrante attesa, si respirava
un clima di civile compostezza".
"A un certo punto, però - continua nel suo resoconto il dem -,
perdendo comprensibilmente la pazienza, una signora ha detto
all'operatore di voler portare la madre, arrivata sei ore prima,
in un altro ospedale. Un'altra persona mi ha riferito di avere
telefonato alla guardia medica senza fortuna prima di accedere
alla struttura. Raccolta questa testimonianza che conferma le
pecche del sistema e immaginando lo sforzo encomiabile del
personale in servizio per tamponare la situazione, sono andato
via per ritornare verso le 20, quando le persone in sala di
attesa erano dimezzate".
"Finalmente la giornata di passione stava finendo - chiosa
Conficoni -, ma non senza lasciare un senso di pesantezza in chi
l'ha vissuta e sente dire ancora una volta che l'intasamento dei
Pronto soccorso è causato dagli accessi impropri e dal picco
dell'influenza, percependo la lontananza delle istituzioni
incapaci di risolvere il problema".
ACON/COM/rcm